Maria Rosaria Boccia vuole fare luce su possibili intrusioni nei propri dispositivi elettronici e ha chiesto l’intervento della magistratura. Nella mattinata di venerdì 30 ottobre, i suoi avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi hanno depositato una querela alla Procura di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, segnalando il sospetto che il suo telefono cellulare e gli apparecchi collegati possano essere stati manomessi.
Il sospetto: il cellulare non riceverebbe alcune chiamate
Nell’atto presentato dai legali si ipotizza che il dispositivo di Boccia possa aver subito interventi da remoto, tali da impedirgli di ricevere determinate telefonate. Tra queste ci sarebbero in particolare quelle del giornalista Carlo Tarallo, con il quale la donna è coimputata in un procedimento davanti al Tribunale di Roma. Il processo è nato dalla denuncia presentata dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e dalla moglie per presunte interferenze illecite. La vicenda giudiziaria coinvolge quindi sia Boccia sia Tarallo.
La richiesta agli inquirenti: verificare eventuali intercettazioni
Attraverso la querela, Boccia chiede alla Procura di accertare se i suoi dispositivi siano effettivamente sottoposti a forme di controllo o sorveglianza. I suoi legali sollecitano in particolare verifiche sull’eventuale configurazione del reato di intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, ipotizzando anche l’impiego di software malevoli. A sostegno della denuncia sono state consegnate alcune schermate di conversazioni su WhatsApp e documenti relativi al procedimento penale in corso a Roma, nel quale risultano imputati Maria Rosaria Boccia e Carlo Tarallo.
