La Procura di Napoli ha chiuso le indagini su Maria Rosaria Boccia, accusata di falsa laurea. L’imprenditrice di Pompei è finita nel mirino dopo che gli inquirenti hanno scoperto un plagio massiccio nella sua tesi. Ma Boccia non si limita a respingere le accuse: punta il dito contro chi, sostiene, ha voluto trasformarla nell’unico bersaglio, oscurando invece vicende legate a personaggi influenti, come l’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Una storia che si infittisce, tra verità nascoste e accuse incrociate.
Il caso Maria Rosaria Boccia
Secondo la Guardia di Finanza di Napoli, la tesi di laurea di Maria Rosaria Boccia, conseguita nel 2023 all’Università telematica Pegaso in Economia e Management, presenta irregolarità evidenti. Il lavoro, intitolato “Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”, sarebbe stato copiato per circa il 70% da una tesi di una studentessa della Luiss, laureata nel 2018. Altri pezzi – fino a raggiungere il 91% del testo – proverrebbero da varie fonti esterne non citate.
Ma non è tutto: Boccia è anche accusata di falso nella “Dichiarazione di originalità dell’elaborato”, cioè il documento firmato che garantisce la paternità intellettuale della tesi. Secondo la Procura, quella dichiarazione sarebbe falsa. L’Università Pegaso, parte lesa nel procedimento, ha chiarito che l’inchiesta nasce da una loro denuncia formale, scattata dopo un servizio giornalistico dello scorso settembre che aveva sollevato dubbi sull’autenticità del lavoro.
Ora si tratta della fase preliminare: la Procura ha notificato la chiusura delle indagini, un passo verso la possibile richiesta di rinvio a giudizio, anche se Boccia non ha ancora ricevuto ufficialmente quell’avviso.
La difesa e la polemica sull’ex ministro Sangiuliano
Gli avvocati di Boccia, Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, hanno subito precisato che la chiusura delle indagini non significa condanna. Hanno anche espresso preoccupazione per la diffusione anticipata di informazioni, che rischiano di compromettere l’immagine della loro assistita prima che il giudice valuti il caso.
Dall’altra parte, Maria Rosaria Boccia ha alzato la voce, accusando stampa e autorità di un “eccessivo accanimento” su di lei, mentre a Roma l’ex ministro Gennaro Sangiuliano sarebbe coinvolto in tre procedimenti giudiziari dove invece risulta parte offesa. La difesa di Boccia ha fatto sapere che Sangiuliano è iscritto nel registro degli indagati per casi di stalking e diffamazione aggravata, con accuse e processi iniziati a dicembre 2024 e proseguiti nei mesi successivi.
La risposta degli avvocati di Sangiuliano è stata dura: “La magistratura ha fatto chiarezza. Boccia è imputata per stalking, mentre Sangiuliano è la parte lesa”. Hanno aggiunto che non sono mai arrivati atti giudiziari contro l’ex ministro per presunte indagini e che il processo per Boccia inizierà il 6 ottobre.
Così si apre uno scenario giudiziario complicato, con accuse incrociate e tensioni crescenti. La Procura di Napoli va avanti per fare luce sulla tesi sospetta, mentre altre controversie si intrecciano sul piano politico e personale tra i protagonisti.
