La Commissione europea ha deciso di rinviare di un anno i progetti di legge nazionali sul divieto dei social ai minori che si sovrappongano alle future regole comuni. La decisione è stata annunciata dal portavoce Thomas Regnier in merito al parere atteso oggi sulla proposta dell’Austria.
La priorità di Bruxelles è l’EU Kids Act, la normativa europea in discussione. Il rinvio riguarda «qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate», con l’obiettivo di «evitare una frammentazione del nostro mercato interno». Regnier ha motivato la scelta con la necessità di «salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori e garantire un’efficace applicazione delle nostre norme».
Le notifiche ricevute dalla Commissione riguardano iniziative di diversi Stati membri: oltre all’Austria, il portavoce ha citato Slovenia, Italia, Belgio e Francia. Per Regnier, la presenza di «età diverse e leggi diverse nei diversi Stati membri» renderebbe «quasi impossibile» per le piattaforme rispettare le regole, con il rischio finale di restare «privi di qualsiasi livello di tutela». «Non intendiamo frammentare il mercato unico», ha ribadito.
Le norme social Kids Act sulle soglie di età europee e austriache
L’Austria aveva chiesto di vietare l’accesso ai social ai minori di 14 anni per proteggerli dai rischi legati all’utilizzo delle piattaforme digitali. La proposta riguardava TikTok, Instagram, YouTube e Snapchat, in particolare le piattaforme con funzionalità considerate potenzialmente capaci di favorire un uso compulsivo.
L’approccio europeo prevede invece il divieto per i minori di 13 anni e un accesso limitato per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni, con il coinvolgimento dei genitori.
La tutela dei minori durante l’attesa delle nuove norme
Al rischio che il rinvio lasci i minori meno tutelati, Regnier ha risposto assicurando che il provvedimento sarà accompagnato da una rigorosa applicazione della legge sui servizi digitali (Dsa): «Vogliamo garantire che le piattaforme si assumano le proprie responsabilità; faremo in modo che ne rispondano, affinché nel frattempo tutti i minori siano adeguatamente tutelati».
La Commissione punta ad accelerare il confronto con Parlamento europeo e Consiglio. «Dobbiamo accelerare il lavoro con i co-legislatori, perché la priorità assoluta è approvare il Kids Act», ha dichiarato Regnier.
