I collegamenti ferroviari spagnoli devono fare i conti con una giornata di sciopero nazionale dei macchinisti, mentre restano le conseguenze dell’incidente di Urda. La mobilitazione di 24 ore, proclamata dal Sindicato Español de Maquinistas y Ayudantes Ferroviarios (Semaf) prima del grave sinistro, è in corso oggi, giovedì 29 ottobre, e punta a ottenere interventi concreti sulla sicurezza e il rispetto degli impegni assunti dalle istituzioni e dalle aziende del settore.
Perché il sindacato ha confermato lo sciopero?
Nonostante la gravità dell’incidente di Urda, Semaf ha scelto di non ritirare lo sciopero. L’organizzazione ha espresso vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie, invitando a non trarre conclusioni affrettate sulle cause del sinistro. Ai macchinisti ha inoltre chiesto di adottare precauzioni ancora più rigorose e ha fatto sapere di stare valutando ulteriori iniziative per tutelare la sicurezza ferroviaria.
La protesta potrebbe comportare soppressioni, variazioni nella frequenza dei convogli e modifiche agli orari. A rendere più complessa la situazione si aggiunge la sospensione dei collegamenti ad alta velocità tra Madrid, Ciudad Real e l’Andalusia, conseguenza dell’incidente di Urda. Per queste tratte sarà quindi necessario predisporre soluzioni alternative indipendentemente dalle ragioni dello sciopero.
Quali treni possono subire disagi durante lo sciopero?
La mobilitazione coinvolge il personale di guida di tutte le società del gruppo Renfe e interessa l’intero territorio nazionale. Le ripercussioni possono riguardare i treni suburbani Cercanías, i collegamenti regionali Media Distancia, l’alta velocità, i servizi a lunga percorrenza e il trasporto merci. Lo sciopero è previsto dalle 00:01 alle 23:59 del 29 ottobre.
Per limitare i disagi, il Ministero dei Trasporti ha stabilito delle soglie minime di servizio. Durante le ore di punta, i Cercanías dovranno garantire il 75% dei collegamenti abituali, percentuale che scende al 50% nel resto della giornata. Per i treni Media Distancia la quota prevista è del 65%, mentre per l’alta velocità e i collegamenti a lunga percorrenza è fissata al 73%. Nel trasporto merci, invece, dovrà essere assicurato il 26% del servizio.
Le fasce di punta dei Cercanías individuate a livello nazionale sono quelle comprese tra le 06:00 e le 09:00, tra le 13:30 e le 15:30 e tra le 18:30 e le 20:30. Le percentuali stabilite rappresentano la quota di servizio da garantire, ma non assicurano che tutti i treni circolino secondo l’orario ordinario né escludono ritardi e variazioni.
Le regole specifiche per Rodalies e Regionales in Catalogna
In Catalogna sono previste percentuali differenti per i servizi Rodalies e Regionales. Nelle fasce dalle 06:00 alle 09:30 e dalle 17:00 alle 20:30 dovrà essere garantito il 66% dei collegamenti abituali, mentre per il resto della giornata la soglia minima scende al 33%. La Generalitat ha reso disponibili gli orari previsti per ciascuna linea, in modo da consentire ai passeggeri di controllare quali treni siano programmati.
Renfe invita comunque a verificare le condizioni del proprio collegamento prima di mettersi in viaggio e a utilizzare i servizi interessati soltanto quando lo spostamento sia indispensabile. L’azienda avverte che le variazioni possono riguardare anche le tratte per le quali sono stati fissati servizi minimi.
Sicurezza ferroviaria, le richieste dei macchinisti
Semaf ha proclamato lo sciopero perché ritiene che alcuni impegni presi per introdurre cambiamenti strutturali a tutela della sicurezza siano ancora in sospeso. Secondo il sindacato, dopo i confronti con il Ministero dei Trasporti, Adif, l’Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria e Renfe, diverse misure considerate prioritarie non sono ancora state attuate. Tra gli obiettivi della protesta c’è l’introduzione di protocolli vincolanti per gestire le emergenze meteorologiche e le situazioni di pericolo lungo la rete. Il sindacato chiede inoltre procedure più chiare per le comunicazioni operative e sostiene che la tutela della sicurezza debba prevalere sulla necessità di mantenere i treni in circolazione.
Le altre rivendicazioni comprendono interventi tecnici per rendere più affidabile il materiale ferroviario, nuove assunzioni e formazione per i macchinisti, il rispetto delle interruzioni previste durante i turni di guida e lo sblocco dei coefficienti che consentono di ridurre l’età pensionabile. Semaf sollecita anche l’applicazione completa del protocollo di assistenza ai professionisti coinvolti in investimenti ferroviari e difende il principio della cosiddetta “cultura giusta”: un approccio che mira a evitare di attribuire automaticamente le responsabilità ai lavoratori prima che i fatti siano stati chiariti.
Il sindacato vuole infine istituire un canale di confronto diretto con l’Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria e l’Ispettorato del lavoro, coinvolgendo le organizzazioni sindacali nel controllo delle condizioni lavorative e delle misure adottate per prevenire gli incidenti.
Renfe respinge le accuse e rivendica gli interventi già realizzati
La posizione dell’azienda ferroviaria è diversa da quella di Semaf. Renfe afferma di aver portato a termine gli interventi di propria competenza previsti dall’accordo raggiunto a febbraio per rafforzare il sistema ferroviario dopo l’incidente di Adamuz. Secondo la società, una parte consistente delle richieste avanzate dai macchinisti dipende invece da altre amministrazioni o dagli organismi di regolazione. Tra le misure che Renfe dichiara di aver attuato figurano il potenziamento del personale, le modifiche alle attività di manutenzione e gli interventi per migliorare l’affidabilità dei treni. L’azienda quantifica in oltre 1.200 le assunzioni effettuate per rafforzare l’operatività ferroviaria e gli organici.
Renfe sottolinea inoltre che alcune richieste sindacali richiedono cambiamenti normativi che la società non può introdurre autonomamente. È il caso delle modifiche ai tempi di guida e di alcune questioni che coinvolgono l’Ispettorato del lavoro. Per queste ragioni, l’azienda giudica ingiustificata la mobilitazione e lamenta i disagi che lo sciopero potrebbe provocare ai passeggeri.
