Una ragazza minorenne di nazionalità albanese, residente nella provincia di Ragusa, è stata trasferita in una comunità per minori nell’ambito di un’indagine su presunte attività di radicalizzazione jihadista. La giovane è indagata per auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale. Secondo gli investigatori, avrebbe diffuso sui social contenuti di propaganda dello Stato Islamico e intrattenuto rapporti online con persone che si presentavano come membri dell’organizzazione terroristica.
L’indagine partita da una segnalazione dell’intelligence
L’attività investigativa è cominciata dopo una segnalazione dell’AISI, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, relativa a un’utente che pubblicava sui social network, in particolare su TikTok, contenuti riconducibili all’ideologia jihadista. Gli accertamenti della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione hanno permesso di identificare l’autrice dei post nella minorenne residente nel Ragusano. La Digos della Questura di Ragusa ha quindi approfondito il caso, svolgendo verifiche anche nell’ambiente scolastico frequentato dalla ragazza.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane avrebbe progressivamente modificato le proprie abitudini e frequentazioni, restringendo i rapporti sociali alle compagne di classe di religione islamica. Gli investigatori avrebbero individuato in questi cambiamenti alcuni elementi compatibili con un percorso di radicalizzazione.
La perquisizione e i contenuti trovati nei dispositivi
Lo scorso maggio gli agenti hanno sottoposto la minorenne a una perquisizione, durante la quale è stato sequestrato un dispositivo elettronico. Il materiale è stato successivamente esaminato da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Dall’analisi sarebbero emersi contenuti legati alla propaganda dello Stato Islamico, riferimenti alla simbologia dell’estrema destra e materiale di matrice antisemita. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato immagini e pubblicazioni che potrebbero essere state realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, oltre a contenuti riconducibili al radicalismo violento.
I contatti online con presunti appartenenti all’Isis
Uno degli aspetti ritenuti più rilevanti dagli inquirenti riguarda le comunicazioni che la ragazza avrebbe intrattenuto con sedicenti membri dello Stato Islamico e con altri utenti che promuovevano sul web azioni terroristiche. Nei dispositivi esaminati sarebbero stati trovati numerosi contenuti multimediali collegati all’Isis e ad altre organizzazioni jihadiste. Tra questi figurerebbero video di propaganda che mostrano esecuzioni sommarie di prigionieri e materiale apologetico del Daesh.
Gli agenti avrebbero inoltre rinvenuto documenti e manuali relativi all’auto-addestramento e alla fabbricazione di esplosivi artigianali. Secondo l’ipotesi investigativa, questi elementi si inserirebbero nel percorso di radicalizzazione attribuito alla minorenne.
I filmati dell’aggressione a una docente nel Bergamasco
Tra i contenuti individuati dagli investigatori ci sarebbero anche filmati relativi all’aggressione avvenuta lo scorso marzo nell’istituto scolastico Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quell’occasione una docente di francese era stata ferita al collo con un’arma da taglio da uno studente di 13 anni. La condivisione di questi filmati è stata rilevata nel corso degli accertamenti sui dispositivi della ragazza, insieme agli altri materiali riconducibili al radicalismo violento.
Il provvedimento del Tribunale per i minorenni di Catania
Gli elementi raccolti dalla Digos sono stati trasmessi all’autorità giudiziaria minorile. Il Tribunale per i minorenni di Catania ha quindi disposto il collocamento della giovane in una comunità, con un’ordinanza cautelare eseguita dalla Polizia di Stato su delega della Procura per i minorenni. Dopo le formalità previste, la ragazza è stata accompagnata nella struttura, dove resterà sottoposta alla misura disposta dal giudice. Le contestazioni riguardano i reati di auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale, e dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
