Il costo dell’energia mette a rischio gli impianti siderurgici italiani. L’allarme è stato espresso al termine del consiglio di presidenza e del consiglio generale di Federacciai, riuniti lunedì 22 settembre. L’associazione delle imprese del settore ha chiesto un intervento urgente, indicando tra le misure una sospensione temporanea dell’applicazione del sistema Ets alle emissioni delle centrali termoelettriche alimentate a gas.
I prezzi dell’elettricità e del gas sono al centro delle preoccupazioni: Federacciai ha definito la situazione “gravissima”. Il peso delle bollette sta mettendo in difficoltà le industrie a maggiore consumo energetico, tra cui la siderurgia, per la quale l’energia rappresenta una delle voci più rilevanti dei costi di produzione.
Misure richieste su energia ed Ets
L’associazione teme che le condizioni possano peggiorare nei prossimi mesi, con possibili “ripercussioni sulla continuità produttiva” fino alla fermata degli impianti. La richiesta di intervenire sul sistema Ets si concentra sul settore termoelettrico: il meccanismo europeo di scambio delle quote attribuisce un prezzo alle emissioni di CO2 e impone agli operatori di disporre delle quote necessarie a coprirle. Federacciai mette in discussione l’applicazione di questo meccanismo alle centrali alimentate a gas in una fase in cui i prezzi energetici sono già molto elevati, proponendo una sospensione temporanea come parte di un pacchetto di interventi urgenti a sostegno della produzione.
Il nodo ex Ilva e la competitività
L’allarme riguarda la capacità della siderurgia italiana di continuare a produrre a condizioni competitive e arriva in un momento già delicato per il settore. Federacciai è impegnata anche nel confronto sul futuro degli stabilimenti dell’ex Ilva, mentre il tema dell’energia si intreccia con la tenuta industriale complessiva delle aziende energivore.
Una cordata di imprese italiane promossa da Federacciai ha presentato una manifestazione di interesse per gli asset dell’ex Ilva. Sullo stabilimento di Taranto pesa il percorso verso la fermata dell’area a caldo, elemento che aggiunge pressione sul quadro produttivo e sulla competitività del comparto.
