Un nuovo corpo celeste potrebbe ampliare la famiglia dei pianeti nani conosciuti nel Sistema Solare. Si chiama ED138 ed è un oggetto ghiacciato e luminoso, con un diametro stimato tra 600 e 1.500 chilometri, individuato oltre l’orbita di Plutone grazie alle osservazioni del telescopio Vera Rubin, in Cile. La struttura e le dimensioni dovranno essere confermate, ma, se le analisi daranno esito positivo, entrerebbe nel gruppo dei cinque pianeti nani attualmente riconosciuti dall’Unione Astronomica Internazionale (Iau).
La scoperta del telescopio Vera Rubin
L’individuazione di ED138 rappresenta il primo candidato pianeta nano scoperto dal telescopio Vera Rubin, entrato in funzione nel 2025. L’annuncio è arrivato dal Minor Planet Center, il centro dell’Iau che si occupa dei corpi minori del Sistema Solare, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Matthew Holman, del Centro per l’Astrofisica Harvard & Smithsonian, e Mario Jurić, dell’Università di Washington.
Secondo Jurić, trovare un oggetto di queste dimensioni è un evento che potrebbe verificarsi una sola volta nell’arco di una generazione. Il ricercatore ha inoltre sottolineato che ED138 è il più grande oggetto transnettuniano individuato negli ultimi vent’anni circa. Un risultato raggiunto quando il telescopio era ancora nella fase di messa in servizio, prima che le operazioni fossero pienamente avviate.
Quanto è grande il pianeta nano ED138 e a quale distanza si trova
Le stime attuali attribuiscono a ED138 un diametro compreso tra 600 e 1.500 chilometri. Se le dimensioni e la forma venissero confermate, il corpo celeste potrebbe essere annoverato tra i pianeti nani, una categoria che comprende oggetti abbastanza grandi da avere una forma approssimativamente sferica, ma che non hanno ripulito la propria orbita da altri corpi.
ED138 si trova a circa 46 unità astronomiche dal Sole. Un’unità astronomica, indicata con la sigla Au, corrisponde alla distanza media tra la Terra e la nostra stella. Per fare un confronto, Plutone percorre un’orbita a circa 40 unità astronomiche: il nuovo candidato si trova quindi ancora più lontano.
Perché ED138 non era stato scoperto prima
L’oggetto è stato individuato in una porzione di cielo vicina al piano della Via Lattea, dove milioni di stelle sullo sfondo rendono particolarmente complicate le osservazioni. Questa elevata concentrazione di stelle potrebbe spiegare perché ED138 sia rimasto finora inosservato, nonostante le sue dimensioni considerevoli.
Il telescopio Vera Rubin dispone di strumenti in grado di affrontare questo tipo di difficoltà. In particolare, la sua fotocamera raggiunge una risoluzione di 3.200 megapixel, una caratteristica che consente di osservare regioni affollate del cielo e individuare oggetti deboli o difficili da distinguere.
I cinque pianeti nani già riconosciuti
Attualmente l’Unione Astronomica Internazionale riconosce cinque pianeti nani nel Sistema Solare: Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake. L’eventuale conferma di ED138 lo aggiungerebbe a questo gruppo, contribuendo ad ampliare le conoscenze sui corpi che si trovano nelle regioni più remote del nostro sistema planetario.
Per il momento, tuttavia, la classificazione resta provvisoria. Saranno necessarie ulteriori verifiche per stabilire se le caratteristiche fisiche dell’oggetto siano compatibili con quelle richieste per essere considerato un pianeta nano.
