alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

ESCLUSIVA – Marica Di Pierri: “Con Hub for Defenders diciamo a chi scende in piazza che non è solo”

“Abbiamo ricevuto oltre 100 segnalazioni di fermi, violenze e profilazione razziale. Il diritto penale non è più l’extrema ratio, ma uno strumento di repressione del dissenso”, ha dichiarato ad Alanews Di Pierri, attivista che si sta occupando di fornire assistenza legale e supporto ai manifestanti fermati durante le proteste del 17 e del 24 ottobre

27 Ottobre 2026
Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Primo piano del logo dell'Hub for Defenders

Logo dell'Hub for Defenders | Instagram

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Hub for Defenders è una rete nata dall’iniziativa di ONG, organizzazioni della società civile e associazioni di avvocati che, in questi giorni, si sta occupando di fornire assistenza legale ai manifestanti fermati dalla polizia durante le proteste del 17 e del 24 ottobre che hanno coinvolto diverse città italiane.

Per capire come sia nata questa rete di protezione civica, quali forme di assistenza offra e come stia intervenendo a tutela dei manifestanti, abbiamo intervistato Marica Di Pierri, attivista dell’associazione A Sud e parte dell’Hub.

Come nasce e qual è il suo ruolo nella difesa dei manifestanti coinvolti negli scontri del 17 e del 24 ottobre?

Hub for Defenders nasce più di un anno fa dall’incontro di oltre 20 organizzazioni che si occupano, a vario titolo, di diritti di partecipazione, attivismo e spazio civico. Nasce proprio perché osserviamo ormai da alcuni anni un pericoloso e allarmante restringimento dello spazio civico nel nostro Paese e una limitazione dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione, a partire dal diritto di critica, di riunione, di associazione e di manifestazione.

L’obiettivo è offrire uno strumento di protezione che immaginiamo come uno strumento di protezione olistica, che comprenda sia il supporto legale che quello psicologico, oltre all’assistenza su tutto il tema della sicurezza digitale. A coordinarlo, fino ad ora, è un gruppo di associazioni, tra cui A Sud, Arci, Amnesty International Italia, insieme a organizzazioni che hanno competenze specifiche in ambito giuridico, come Giuristi Democratici e Legal Team Italia.

Nei giorni scorsi, dopo i fatti di Milano del 17 ottobre e le piazze del 24, abbiamo ricevuto molte segnalazioni e attivato dei team legali che potessero rispondere alle numerose chiamate arrivate dalle manifestazioni di quei giorni.

Avete già difeso altri manifestanti in occasioni passate?

Hub for Defenders non difende soltanto i manifestanti che subiscono limitazioni o che ci segnalano possibili violazioni dei loro diritti durante le manifestazioni. Ci sono tanti modi in cui il diritto di protesta può essere represso, così come il diritto di critica.

In questo anno, più di un anno di lavoro, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da attivisti che hanno subito denunce, processi penali o anche sanzioni amministrative per aver preso parte ad azioni molto spesso pacifiche di disobbedienza civile non violenta. Abbiamo lavorato sul tema delle SLAPP, quindi delle querele bavaglio, e fornito anche assistenza psicologica.

In questo caso specifico, invece, tutte le segnalazioni ricevute negli ultimi giorni riguardano fatti accaduti durante o in seguito alle manifestazioni del 17 e del 24 ottobre. Abbiamo registrato moltissimi casi di fermo preventivo. Siamo stati spesso contattati, ad esempio, da genitori di minori o da minori stessi che sono stati fermati e portati in questura senza avvisare i genitori, cosa che invece costituisce un obbligo di legge.

Nell’ultimo weekend, quello del 24 ottobre, abbiamo ricevuto anche diverse segnalazioni di violenza da parte della polizia. Hanno riguardato diverse città, ma in particolare Bologna. Ci siamo immediatamente attivati, mettendo in contatto le persone in piazza con i legali di riferimento delle associazioni, che hanno fornito una prima assistenza. Questo è il lavoro che abbiamo svolto in queste giornate, provvedendo poi a registrare e censire tutte le segnalazioni ricevute.

Ci sono casi specifici di minorenni fermati o di violazioni dei loro diritti che vorreste portare alla luce?

C’è stato il caso di un minorenne che è stato evidentemente colpito, come dimostrano diversi video. È stato portato in questura e ha ripetuto più volte di non sentirsi bene, lamentando mal di testa e vomito. Non è stato preso in carico dal punto di vista sanitario ed è stato rilasciato dopo circa dieci ore, perché innocente. Successivamente è stato portato in ospedale, dove gli sono stati diagnosticati un trauma cranico con emorragia cerebrale e traumi al braccio e al collo. In questo caso, ad esempio, abbiamo registrato un episodio di soccorso negato. Ci sono poi altri casi in cui sono stati denunciati trattamenti degradanti o episodi di violenza.

Abbiamo ricevuto anche delle segnalazioni di profilazione razziale: otto delle 34 segnalazioni ricevute il 17 ottobre, che riguardavano complessivamente oltre 40 persone, riferivano di aver assistito o subito fermi selettivi nei confronti di persone di seconda generazione o razzializzate. All’interno dei gruppi, venivano selezionate soltanto le persone non bianche. Anche questo è un altro elemento che merita sicuramente attenzione.

In diverse occasioni ci è stato inoltre segnalato il fermo di persone che non partecipavano alla manifestazione: persone che stavano tornando a casa, comprando dell’acqua o accompagnando degli amici all’autobus. Si trattava, quindi, di semplici passanti che sono stati fermati e trattenuti.

C’è poi il tema delle intimidazioni. Ci sono state segnalate derisioni, minacce di arresto alla manifestazione successiva, foto segnaletiche e raccolta di dati biometrici, anche nei confronti di persone completamente estranee alla manifestazione in corso.

Quante segnalazioni avete ricevuto?

Tra il 17 e il 24 ottobre abbiamo ricevuto oltre 100 segnalazioni, che hanno riguardato complessivamente quasi 150 persone, perché molte si riferivano a fermi o trattenimenti che coinvolgevano più individui. Ci è sembrato importante ribadire anche quali siano i diritti dei minori in caso di fermo, perché in molti casi abbiamo dovuto spiegarli anche alle persone che ci contattavano.

Colgo quindi l’occasione per ricordare che i minori hanno diritto all’assistenza di un avvocato e la polizia giudiziaria ha l’obbligo di informare immediatamente sia i genitori che il pubblico ministero minorile. Anche quando i genitori non sono rintracciabili o non è presente un avvocato di fiducia, c’è l’obbligo di avvisare immediatamente i servizi sociali e di nominare un difensore d’ufficio.

Lo sottolineo perché molte segnalazioni hanno riguardato proprio il fermo e il trattenimento di minori senza che fossero stati avvertiti i genitori. In nessun caso il minore può essere fermato senza avvisare i genitori. Questo è un primo elemento molto importante. Con il nuovo decreto, inoltre, ci sono dei profili molto contestabili che assimilano le condotte dei minori e il trattamento giudiziario loro riservato a quelli degli adulti. È qualcosa che ci preoccupa non poco.

Alla luce delle nuove normative del decreto Sicurezza approvato a ottobre, il fermo preventivo viene esteso fino a 12 ore anche ai maggiori di 16 anni. Come difendete legalmente i minorenni di fronte a disposizioni che sono, di fatto, legali?

La principale novità riguardante i minori, introdotta dal nuovo decreto del 20 ottobre, è un’altra. Ricordiamoci che questo governo ha promosso otto pacchetti sicurezza, tra quelli già in vigore e quelli ancora in discussione. Una misura senza precedenti nella storia repubblicana.

La principale novità a cui facevo riferimento riguarda la modifica di un articolo molto importante del Codice penale, l’articolo 98, che prima dell’intervenuta modifica prevedeva che l’onere della prova rispetto alla capacità di intendere e di volere del minore fosse a carico dell’accusa. Invece, con questa riforma, intervenuta nottetempo dopo i fatti di Milano, i minori dai 14 ai 18 anni si presumono capaci di intendere e di volere e l’onere della prova passa alla difesa. Questo è un primo elemento di preoccupazione.

Peraltro, questo passaggio è stato contestato durante le audizioni in Parlamento sia dalla magistratura, attraverso l’Associazione Nazionale Magistrati, sia dall’avvocatura, attraverso le Camere Penali.

Polizia in tenuta antisomossa a Bologna, 24 ottobre | Instagram @max_cavallari

Con il nuovo decreto viene poi introdotto un nuovo reato, l’ennesimo introdotto dal governo Meloni. Calcoliamo che soltanto il decreto Sicurezza del 2025 aveva introdotto 14 nuove fattispecie di reato. Questo nuovo reato è la partecipazione violenta a manifestazione. Ci sono anche dei profili di indeterminatezza che potrebbero emergere da questa nuova fattispecie, punita con il carcere da due a cinque anni.

Si aggiunge poi che chi organizza o promuove il gruppo, oppure incita e istiga, anche attraverso strumenti informatici o telematici, rischia addirittura dai quattro ai dodici anni di carcere. Viene introdotta anche la possibilità di arresto in flagranza differita, utilizzando la sorveglianza e il riconoscimento facciale. 

Assistiamo, ancora una volta, alla conferma della volontà del governo di ricorrere a una sorta di panpenalismo, come viene definita la scelta di rendere reato una serie di condotte e di ricorrere al diritto penale non come extrema ratio, ma come strumento di repressione da utilizzare, di fatto, contro chi critica, contro chi dissente e contro chi manifesta. Si parte dal presupposto che chi governa abbia probabilmente frainteso il termine governare con il verbo comandare. Questo è un dato di enorme preoccupazione per tutta la società civile nel nostro Paese.

In merito al vostro lavoro all’interno di Hub for Defenders, avete paura di possibili ripercussioni legali da parte della Prefettura?

Il lavoro che svolge Hub for Defenders è un lavoro di servizio, di protezione, che sicuramente si sostituisce alla carenza di strumenti di tutela a livello nazionale ed europeo per l’attivismo, le organizzazioni, i giornalisti, ma anche per chiunque sia soggetto a una misura repressiva o a un episodio di criminalizzazione o violenza. Quello che facciamo rientra nella missione delle nostre organizzazioni.

Riguarda la possibilità di dire a chi scende in piazza, ma anche a chi semplicemente prende parola nel dibattito pubblico, che non è solo, che protestare è un diritto, che manifestare la propria opinione e manifestare in piazza è un diritto, un diritto che ha direttamente a che fare con la qualità della democrazia.

Come attivisti a nostra volta, perché tutte le organizzazioni che promuovono Hub for Defenders fanno parte dell’attivismo civico, crediamo che sia importante fornire degli strumenti di sostegno in questa fase così critica. Non vedo, quindi, quali potrebbero essere i profili di ritorsione da parte dei poteri pubblici. Peraltro, il 24 ottobre siamo stati in piazza con dei team di osservatori, ad esempio a Milano, autorizzati dalla Questura, proprio per monitorare direttamente quello che avviene durante le manifestazioni e gestire eventuali criticità sul posto.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    Incidente sul lavoro a Perugia, muore un operaio di 20 anni
  • articolo 2 di 4
    Attacco hacker al sito della Camera dei deputati: “Il sistema ha retto”
  • articolo 3 di 4
    Youssef Siher sceglie di non rispondere al gip di Milano. I legali: “Non ha fatto niente”
  • articolo 4 di 4
    Kaufmann, Differenza Donna: «Sentenza che restituisca dignità e giustizia ad Anastasia e Andromeda”
fine elenco

Articoli recenti

  • Pichetto: “Confronto molto positivo con l’Ue sulla flessibilità per l’energia”
  • Firenze, Zangrillo: “Troveremo risorse per confermare mille esperti usati nel Pnrr”
  • Cateno De Luca: “Accordo con Meloni nazionale, in Sicilia mai con Schifani”
  • Milano, De Luca: “Bene Meloni a respingere richiesta sindaci, Sala ha giustificato le violenze”
  • Fairford, incriminati due uomini per il caso della base militare: sospetti legami con l’Iran
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Codice Etico alanews su utilizzo AI
  • Come funziona alanews Checked
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming