Lo schiacciamento durante le operazioni di fermo ha contribuito alla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio scorso nel quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento della polizia. È quanto emerge dalla relazione definitiva dei consulenti della Procura, depositata lunedì 26 ottobre dopo una proroga di cinque giorni.
Secondo gli accertamenti medico-legali, lo schiacciamento sarebbe stato una concausa del decesso, insieme all’assunzione di cocaina e alle condizioni generali di salute dell’uomo, comprese quelle cardiache. La relazione comprende gli esiti dell’autopsia, degli esami tossicologici e degli approfondimenti effettuati sugli organi.
Morte di Fakir, le prossime decisioni della Procura
La Procura di Bologna si riunirà mercoledì 28 ottobre per valutare le conclusioni della perizia e stabilire come procedere nell’inchiesta, aperta con l’ipotesi di omicidio colposo.
Al momento i due poliziotti intervenuti durante il fermo e i quattro soccorritori della Croce Rossa risultano iscritti nel registro delle annotazioni preliminari, previsto dal cosiddetto scudo penale, ma non sono formalmente indagati.
Entro il 19 novembre i magistrati dovranno decidere se procedere verso l’archiviazione o formalizzare le iscrizioni nel registro degli indagati. La relazione rappresenta un elemento centrale per chiarire le circostanze della morte e valutare eventuali responsabilità penali.
