“Noi abbiamo trovato operatori del sistema della giustizia minorile che per decenni hanno vissuto in un certo tipo di sistema, un sistema che veramente tutta Europa aveva preso a modello, quello italiano, e che all’improvviso hanno visto, in maniera molto rapida, stravolgere le basi culturali, i principi fondanti di questo sistema. Abbiamo trovato operatori davvero disorientati”. Così Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone, presentando gli Stati Generali della giustizia minorile, il percorso avviato lo scorso maggio da Antigone insieme a Libera e Defence for Children Italia. “Si sono iscritte 500 persone ai nostri tavoli di lavoro, tra magistrati minorili, componenti delle camere penali minorili, direttori di carceri minorili, assistenti sociali e medici che lavorano nel sistema minorile. L’obiettivo è cercare di ragionare insieme su quello che stava succedendo, perché veramente il disorientamento era tanto e questo governo non ha mai aperto un momento di interlocuzione”, ha spiegato Marietti. I sei tavoli di lavoro si sono riuniti periodicamente nei mesi scorsi e le proposte emerse saranno presentate il 26 novembre. “Renderemo pubbliche le proposte riformatrici che sono uscite dalla base, da chi nel sistema ci lavora. Io mi auguro che vorranno essere ascoltate, quantomeno in vista della prossima tornata elettorale”, ha concluso.