Nella mattinata di lunedì 26 ottobre, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione ad Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per il femminicidio della 29enne Giulia Tramontano, avvenuto nel maggio 2023 a Senago (Milano). Al termine della lettura della sentenza, la sorella della vittima, Chiara Tramontano ha dichiarato: “È una giusta sentenza che definisce una volta per tutte la netta distinzione tra chi è l’assassino, chi era Giulia, chi è la famiglia di Giulia e chi è quella dell’imputato. Mi dispiace dover essere grata alla giustizia per aver fatto il suo corso, però, purtroppo, nessuno garantisce a una vittima che, dopo tre anni, ci sia una giustizia vera. Ci siamo seduti in quest’aula sempre nel rispetto di tutti. Oggi fa ribrezzo vedere l’imputato con la sua spavalderia. Pensare che mia sorella abbia condiviso la sua vita con una persona così, che lui ne abbia avuto il privilegio e lei invece la sfortuna di incontrarlo, è una cosa che mette i brividi. Mi appello alle nuove generazioni: se volete un esempio da non seguire, cercate su Google chi è ‘Alessandro Impagnatiello’ e vedrete che è una persona che nella vita non si è mai pentita. È entrato in quest’aula credendo di avere il diritto di non vedersi riconoscere la premeditazione, quando invece dovrebbe avere il dovere di chiedere scusa. Speriamo che la sentenza venga mantenuta e di non dover fare un nuovo viaggio”. La mamma Loredana ha aggiunto: “Oggi è tutto un ripercorrere, è tutto un dolore. Ma il cuore di una madre cosa deve sopportare più?”