“Negli ultimi anni abbiamo avuto una grande espansione della reazione penale minorile e in particolare della carcerazione. Quando questo governo è entrato in carica avevamo meno di 400 ragazzi in carcere, oggi siamo arrivati a picchi di oltre 600, mentre attualmente sono circa 570. Il totale dei ragazzi in carico ai servizi della giustizia minorile è passato da poco più di 13mila a oltre 18mila”. Lo ha dichiarato Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone, intervistata nella sede dell’organizzazione a Roma. “Sono numeri viziati per difetto, perché dopo il decreto Caivano è aumentato il trasferimento dei ragazzi appena maggiorenni nelle carceri per adulti, nonostante la legge consenta loro di rimanere nel circuito minorile fino ai 25 anni”, ha spiegato Marietti. “Per far fronte al sovraffollamento il governo ha dovuto aprire in fretta e furia tre nuove carceri minorili, con spazi inadeguati. È la conferma plastica di una sconfitta. Dal codice di procedura penale minorile del 1988 avevamo un sistema capace di mettere al centro il recupero del ragazzo, mentre oggi l’approccio educativo è venuto meno a favore di uno prettamente repressivo, punitivo e segregativo”, ha aggiunto. La coordinatrice di Antigone ha poi richiamato l’attenzione sui procedimenti penali per tortura negli istituti minorili: “Abbiamo in corso due procedimenti, uno al Beccaria di Milano e uno a Casal del Marmo a Roma. In entrambi Antigone ha un ruolo importante. È inquietante, non era mai successo prima. Siamo garantisti e attendiamo il corso della magistratura, ma se verranno confermate le ipotesi dei pubblici ministeri, sembra trattarsi di un modello sistemico di gestione degli istituti attraverso la violenza, non di singoli episodi”.