La Procura di Milano ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, il ricercatore e giornalista freelance di 30 anni ritenuto dagli investigatori il presunto ideatore del Movimento 17 ottobre. L’uomo, fermato sabato 24 ottobre e attualmente detenuto a San Vittore, è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo la pm Francesca Crupi, Siher avrebbe avuto conoscenze informatiche sufficienti a “sviluppare una strategia rivoluzionaria”.
Nella richiesta, la Procura ha evidenziato il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato. Si attende ora la decisione del giudice per le indagini preliminari.
Movimento 17 ottobre, i canali social creati dopo gli scontri a Milano
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la cronologia della nascita del Movimento 17 ottobre. Il gruppo Telegram attribuito a Siher è stato creato alle 19:58 di domenica 18 ottobre, successivamente agli scontri e ai saccheggi avvenuti a Milano nel fine settimana precedente.
Allo stato delle indagini non risultano collegamenti diretti accertati tra Siher e gli autori delle violenze del 17 e 18 ottobre.
Secondo la Procura, il ricercatore avrebbe però sfruttato quei disordini per organizzare nuove mobilitazioni attraverso Telegram e Instagram, diffondendo messaggi contro il governo e indicazioni per le proteste del sabato successivo.
Sul computer sequestrato gli investigatori avrebbero trovato due comunicazioni già programmate per il 24 ottobre, alle 14:31 e alle 15:31, con informazioni sui punti di ritrovo e sulla destinazione finale dei cortei. I messaggi non sono stati pubblicati.
Le manifestazioni del 24 ottobre si sono svolte in diverse città italiane, con scontri e tensioni soprattutto a Torino, Roma e Bologna. Secondo il Dipartimento della Pubblica sicurezza, il bilancio complessivo è stato di nove arresti e 87 denunce.
Siher, indagata anche la moglie Sagia Hammoud
Nell’inchiesta è coinvolta anche Sagia Hammoud, 32 anni, moglie di Siher e mediatrice interculturale. La donna è indagata a piede libero per istigazione a delinquere in concorso con il marito.
Secondo gli investigatori, entrambi avrebbero partecipato alla gestione dei canali Instagram e Telegram del Movimento 17 ottobre. Sarebbe stato proprio attraverso il cellulare della donna che le forze dell’ordine sono riuscite a localizzare Siher, il cui telefono risultava spento.
Il documento sulla rivoluzione e le accuse della Procura
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura anche un documento intitolato “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”, ispirato alle proteste egiziane del 2011 e contenente indicazioni sull’organizzazione delle mobilitazioni e sulla gestione degli scontri di piazza.
Secondo la Procura, Siher avrebbe utilizzato anche strumenti di intelligenza artificiale per raccogliere informazioni sulle strategie rivoluzionarie.
Per gli inquirenti, l’attività sui social avrebbe avuto l’obiettivo di promuovere nuove azioni violente e creare uno stato di intimidazione nella popolazione. Si tratta delle ipotesi dell’accusa, che dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria.
Resta dunque centrale l’esito dell’udienza di convalida del fermo, nella quale il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura.
