Il mondo monarchico solleciterebbe un impegno diretto di Emanuele Filiberto nella politica italiana, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica. Lo ha raccontato il principe di Savoia in un’intervista, senza escludere una candidatura. Non ha però annunciato un partito, un programma elettorale o una data per l’eventuale ingresso in politica.
“Non c’è un partito di riferimento per i monarchici”, ha affermato Emanuele Filiberto, descrivendo richieste sempre più insistenti. A suo giudizio, la politica italiana non avrebbe mai affrontato davvero questa assenza di rappresentanza. Un’esperienza elettorale risale al 2009: candidato alle Europee nella circoscrizione Nord-Ovest con l’Unione di Centro, raccolse 22.420 preferenze, insufficienti per ottenere un seggio. Diciassette anni dopo, la forma dell’eventuale iniziativa resta indefinita.
La monarchia e gli ottant’anni della Repubblica
Il principe respinge la definizione dei monarchici come semplici nostalgici e rivendica valori e tradizioni che, a suo avviso, potrebbero trovare spazio nella società contemporanea. “Spero che dopo ottant’anni di repubblica ci possa essere il modo di rileggere la storia in maniera più pacifica”, ha dichiarato.
Gli italiani scelsero la Repubblica con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, dopo il fascismo e la Seconda guerra mondiale, in un contesto segnato dalle responsabilità della Corona. Vittorio Emanuele III, bisnonno del principe, firmò le leggi razziali del 1938. Emanuele Filiberto ha presentato pubblicamente le proprie scuse alla comunità ebraica nel 2021. L’articolo 139 della Costituzione stabilisce che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
Il carovita e le proteste a Torino
Sulle recenti proteste a Torino, il principe ha sostenuto il diritto di manifestare: “È un diritto sacrosanto manifestare. Devono far sentire la loro voce, ma in modo pacifico”.
Ha richiamato le difficoltà di autotrasportatori e commercianti del Sud, tra l’aumento dei costi, i problemi delle attività economiche e l’incertezza sul futuro, accostandole a quelle delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Ha espresso solidarietà ai manifestanti pacifici e alle forze dell’ordine, distinguendoli dai responsabili delle violenze: “Le persone che spaccano devono pagare”. Non ha illustrato misure specifiche sul caro carburanti o sul potere d’acquisto.
La visita a Vicoforte e le sepolture reali
Le dichiarazioni accompagnano la visita al Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo, per i 130 anni dalle nozze di Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro. Il santuario custodisce le spoglie dei bisnonni del principe ed è uno dei principali luoghi della memoria dinastica.
Emanuele Filiberto auspica il trasferimento delle salme al Pantheon di Roma. Considera più percorribile il ritorno in Italia delle spoglie di Umberto II e Maria José, custodite nell’abbazia di Hautecombe, in Francia.
Durante le celebrazioni è stato ricordato anche l’impegno benefico degli ordini dinastici: a settembre sono stati raccolti oltre 60mila euro per due progetti dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
