“C’è una responsabilità collettiva enorme quando nei giovani si accumula tanta rabbia e c’è sempre qualcuno che fa finta di niente”. Lo afferma Eugenia Carfora, dirigente dell’Istituto Morano di Caivano, intervenendo sulle proteste degli studenti contro il caro vita che in queste ore attraversano l’Italia. Un video pubblicato su TikTok da alcuni suoi studenti, diventato virale, la riprende mentre parla con i ragazzi fuori da scuola invitandoli alla riflessione e al rispetto del bene comune. “Se qualcuno ha registrato il mio incontro con i ragazzi, lo ha fatto in modo autonomo”, precisa la preside. “Ho semplicemente fatto ciò che sentivo”.
“Qualsiasi manifestazione deve essere fatta con correttezza. Per me le regole sono la luce”, spiega Carfora, che ai suoi studenti ha raccomandato di non rompere nulla perché “ciò che ci circonda è troppo prezioso ed è stato costruito con i sacrifici di qualcun altro”. Mettendo in guardia dal rischio che i giovani “si facciano strumentalizzare”, anche a causa dei messaggi non corretti veicolati da media e tecnologie, la preside chiede alla comunità educativa di “mettere in campo la forza del dialogo costruttivo”: “Non posso assolutamente accettare che si devasti: la devastazione non è segno di nulla e quella rabbia andava letta prima”.
“Io non mi rassegno”, aggiunge Carfora. “Rassegnarsi significa banalizzare un gesto o farci sopra una risata. Dobbiamo lavorare sui dettagli e saper riconoscere i nostri ragazzi”, tenendo sempre pronto un piano B se il primo tentativo non funziona. “Da madre posso solo dire: fermiamoci, abbracciamo questi ragazzi, ma chi sbaglia deve ripercorrere i propri passi”. Agli adulti la preside chiede di “esserci mai come adesso: attenti, silenti ma presenti”, mentre ai ragazzi lascia un messaggio netto: “Quello che ci circonda non si tocca: si parla con la bocca, non si azzanna”.