alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Giovanna Botteri: “D’accordo all’utilizzo di AI, pur che non si smetta di ascoltare e di capire chi siamo”

Nel primo libro, "Soffiando nel vento", la cronista racconta le donne incontrate per capire l'Italia dopo venticinque anni vissuti all'estero

22 Ottobre 2026
Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Giovanna Botteri sorride in primo piano davanti a sfondo giallo

(Credit Image: © Francesco Luciano/ZUMA Press Wire)

Redazione di Redazione

Le storie delle donne sono il percorso scelto da Giovanna Botteri per ritrovare l’Italia dopo venticinque anni all’estero, con il timore di non riconoscere più il Paese. Entrando nelle case, visitando fabbriche e paesi feriti, la giornalista ha raccolto i racconti del suo primo libro, Soffiando nel vento. Donne che non si arrendono, pubblicato da Solferino. Tra le protagoniste ci sono una partigiana che si interroga sulla propria resistenza alle torture, una madre con due lavori e sette euro sul conto, una donna che destina il risarcimento di un incidente a chi aiuta gli altri.

Il metodo resta quello della cronista: ascoltare. E da qui nasce anche la sua richiesta al giornalismo, espressa durante un’intervista a Vanity Fair: “Il giornalismo deve uscire dalla propria autoreferenzialità e deve essere capace di parlare a tutti”.

Le storie delle donne come metodo di lavoro

Botteri non contrappone l’ascolto alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, che considera strumenti straordinari. Accetta qualsiasi mezzo, purché non sostituisca la comprensione delle persone con un modello virtuale di ciò che sono, vorrebbero o dovrebbero essere. “Ma alla base ci siamo noi, le storie, l’animo e i sentimenti delle persone”, ha spiegato. Da lettrice sente la mancanza di racconti capaci di far entrare nella vita di un Paese: alle analisi sull’aumento del diesel deve accompagnarsi la spiegazione delle conseguenze per chi va al lavoro o trasporta merci.

L’indicazione di ascoltare le donne, ha raccontato, le è arrivata da Marjane Satrapi. La leggeva fin dagli esordi, affascinata dalla giovane donna in Iran, dal rapporto con l’Occidente e dalla battaglia per le donne rimaste nel suo Paese. Le stanze di casa, le conversazioni con madre e nonna, la storia personale e i disegni le suggerivano un modo di raccontare anche l’Italia. Botteri ha motivato anche così l’omaggio: “Quando ho cominciato il libro era appena arrivata la notizia della sua morte”.

Il libro attinge anche alle origini della giornalista. Trieste, città di confine, l’ha abituata a guardare da entrambe le parti, sapendo che oltre un confine esiste altro. Gli incroci di origini, culture, religioni e tradizioni della famiglia hanno contribuito alla scelta del mestiere e alla necessità di fermarsi ad ascoltare.

Dalla Resistenza alle donne in Kosovo e a Gaza: il racconto di Giovanna Botteri

La partigiana Mirella Alloisio non sa se avrebbe resistito alle torture senza tradire le compagne. Botteri l’ha ascoltata pensando alla ragazza non ancora ventenne impegnata nella liberazione di Genova e alle ragazze della propria generazione o di oggi. Nel racconto sincero della paura, senza retorica, ha riconosciuto una prova di coraggio. Il lavoro da corrispondente di guerra le aveva già mostrato quanto lo sguardo delle donne potesse differire da quello degli uomini.

In Francia, dopo aver seguito la vicenda e letto il libro di Gisèle Pelicot, Botteri si è presentata all’incontro molto agitata. Ha trovato una donna minuta, dolce e sorridente, con un nuovo compagno, decisa a conservare anche i ricordi felici con il marito nonostante le violenze subite. Pelicot le ha detto che quelle violenze non avevano toccato la sua anima: non voleva lasciare che odio, rancore e rabbia oscurassero ciò che poteva ancora vivere e dare. La figlia, incontrata dalla cronista, prova invece rabbia e odio verso il padre, come i fratelli. La serenità della madre e la possibilità di innamorarsi ancora hanno colpito Botteri.

In Kosovo ci sono Fabiana e Angela, militari italiane: la prima ha vent’anni ed è alla prima missione all’estero; la seconda è una veterana e racconta di aver dovuto dimostrare il doppio di un uomo. Botteri vi riconosce i propri esordi in un mestiere quasi esclusivamente maschile. Non identifica la parità con le armi, ma attribuisce a queste donne un lavoro di difesa della pace e di contenimento delle tensioni nei Balcani.

Aya, prima di lasciare Gaza, fissa il volto della madre e della sorella per paura di dimenticarlo. Il racconto riporta Botteri alla propria madre e alle persone lasciate senza sapere se sarà possibile rivederle o sentirle: un dolore e un amore ai quali, dice, non ci si abitua.

Il lavoro e l’Italia ritrovata alle feste politiche

Silvia ha un posto fisso, ma deve svolgere un secondo lavoro e trascorre quasi dodici ore fuori casa. Lavora, paga le tasse, cresce i figli; i figli la vedono ridotta a pelle e ossa e si preoccupano. Con sette euro sul conto si considera comunque fortunata perché ha un lavoro, una casa e può continuare. Botteri prova rispetto e ammirazione per lei e per i milioni di donne che, con fatica e speranza, portano avanti il Paese.

Un’altra Italia si presenta ad Atreju, dove alcune donne descrivono Fratelli d’Italia come una grande famiglia. Contadini veneti e operai del Sud hanno risparmiato tutto l’anno per trascorrervi cinque giorni. A Botteri ricordano le feste dell’Unità e il desiderio di un futuro migliore per sé e per i figli. L’esperienza non modifica il suo giudizio sul partito, ma le mostra il cambiamento rispetto all’Italia delle manifestazioni per la pace e i diritti dei lavoratori. Anche a Pontida incontra persone che si sentono dimenticate, lontane dalla politica, dal potere e dai grandi salotti.

La scelta di restare e di aiutare gli altri: cosa ha imparato Giovanna Botteri

A Taranto, tra operaie ammalate e madri che assistono i figli in ospedale, Carlotta immagina di diventare infermiera proprio nel reparto dove viene curata per una patologia seria e rara. Botteri resta colpita dalla capacità della giovane, già segnata dalla malattia, di progettare un futuro nella propria città e mettere l’esperienza a disposizione degli altri, senza rabbia o desiderio di vendetta.

A Traversara, Piera vuole ricostruire sullo stesso terreno, vicino alla figlia, nonostante il rischio di altre alluvioni. Botteri chiama queste donne «custodi della terra»: vogliono restare dove sono nate e dove vorrebbero vedere nascere i nipoti, anche dopo aver perso nuovamente quanto avevano ricostruito e pagato. La giornalista vi riconosce un legame tra la donna e la terra che generano vita.

Dal viaggio Botteri ricava una forza e un coraggio superiori alle attese, poco riconosciuti nonostante l’incertezza sulla casa, la scuola, il salario e il lavoro. Alle donne attribuisce la conquista della libertà e della democrazia e la volontà quotidiana di non arrendersi. L’ultima storia è quella di Dalia: dopo un gravissimo incidente ha scelto di destinare il risarcimento a chi aiuta gli altri, facendo testamento a favore delle Cucine Popolari e di altre organizzazioni.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    Milano, al via il corteo studentesco transfemminista: in centinaia contro ddl Bongiorno e sessismo
  • articolo 2 di 4
    Sanremo, Bambole di Pezza sul giornalista:”Ci ha chiamato ‘ragazze’ per sminuirci, poi è andato via”
  • articolo 3 di 4
    Milano, in centinaia al corteo femminista contro il ddl Bongiorno: “Attacco a libertà delle donne”
  • articolo 4 di 4
    Milano, corteo femminista contro ddl Bongiorno: “Rischio attacco alla libertà delle donne”
fine elenco

Articoli recenti

  • Strasburgo respinge le contestazioni di Berlusconi sulla condanna per frode fiscale
  • Giovanna Botteri: “D’accordo all’utilizzo di AI, pur che non si smetta di ascoltare e di capire chi siamo”
  • Italia-Spagna, stop ai controlli alle frontiere: non saranno prorogate le restrizioni di Schengen
  • Ucraina, Zelensky denuncia tre ondate di missili balistici su Kiev
  • Barclays taglierà 5.000 posti di lavoro entro la fine dell’anno: il motivo
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Codice Etico alanews su utilizzo AI
  • Come funziona alanews Checked
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming