Un altro agente della Polizia locale di Milano è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su una serie di arresti illegali, che comprende anche accuse di falso, peculato e calunnia. Si tratta della sesta persona raggiunta da una misura cautelare nell’indagine coordinata dalla Procura milanese e condotta dagli stessi agenti della Locale.
Perquisizioni e sequestri dopo la decisione del gip
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino, al termine degli interrogatori preventivi svolti nei giorni scorsi. Nella mattinata del 22 ottobre, la Polizia locale ha dato esecuzione all’ordinanza, procedendo contestualmente a una perquisizione e al sequestro di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia.
Arresti illegali, sei vigili coinvolti e almeno otto arresti contestati
La vicenda aveva già portato, lo scorso agosto, all’arresto in carcere di cinque agenti della Polizia locale, tra cui l’ormai ex commissaria Ilenja Sabato, considerata dagli inquirenti a capo del gruppo finito sotto indagine. L’ufficiale si è dimessa nei giorni scorsi. Successivamente, il Tribunale del Riesame aveva disposto per i cinque il passaggio agli arresti domiciliari. Con il proseguimento degli accertamenti, investigatori e inquirenti hanno ricostruito almeno otto episodi di presunti arresti illegali, soprattutto nell’ambito di operazioni legate alla droga. Ai sei vigili vengono contestate, a vario titolo, complessivamente 33 imputazioni.
L’agente ammette errori durante l’interrogatorio
Il sesto agente raggiunto dalla misura cautelare è un uomo di 55 anni. Come riferito nei giorni scorsi dal suo avvocato, Roberto Grittini, durante le tre ore di interrogatorio il vigile avrebbe riconosciuto quelle che il legale ha definito “le sue sbavature e gli errori”. La sua posizione, secondo quanto riportato dal difensore, è che gli interventi fossero diretti a consegnare alla giustizia spacciatori che dovevano essere arrestati, pur ammettendo che sarebbero state utilizzate modalità discutibili. L’indagine prosegue per fare luce sui singoli episodi e sulle responsabilità contestate agli agenti coinvolti.
