Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge in otto articoli contro le violenze nelle manifestazioni, dopo i saccheggi di Milano e i disordini avvenuti in altre città italiane nel fine settimana. Il provvedimento interviene sulle pene, sulle misure preventive e sull’imputabilità dei minorenni.
Il governo decreto sicurezza introduce il reato di violenza organizzata
Il decreto sicurezza introduce il reato di «Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche». Chi durante le proteste utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l’incolumità delle persone rischia la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro. La pena aumenta quando le violenze vengono commesse a volto coperto o vengono danneggiate infrastrutture o servizi di pubblica utilità.
Per chi organizza o promuove la formazione di gruppi destinati a dare vita a manifestazioni violente, anche «mediante strumenti informatici o telematici», la reclusione prevista va da quattro a dodici anni.
Il fermo preventivo viene esteso anche a «chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone». La misura riguarderà anche i minorenni, ma soltanto se hanno compiuto 16 anni. Il provvedimento amplia inoltre l’arresto in flagranza differita.
Diventano procedibili d’ufficio anche le lesioni personali lievi o lievissime procurate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante l’adempimento delle sue funzioni.
L’imputabilità dei minori e le sanzioni ai genitori
Per il minore ultraquattordicenne viene introdotta la presunzione della capacità di intendere e di volere. La disposizione riprende quella già contenuta nel disegno di legge Ac 3080 sulle modifiche in materia di imputabilità del minore.
Lo schema del decreto descrive così il cambiamento: «Nel sistema vigente il giudice è chiamato ad accertare positivamente, caso per caso, la sussistenza della capacità di intendere e di volere del minore, con conseguente esclusione dell’imputabilità ove tale capacità non risulti dimostrata. Il presente intervento normativo propone invece una diversa soluzione, per effetto della quale la capacità del minore deve ritenersi sussistente fino a prova contraria».
Ai genitori dei minorenni che commettono violenze durante le manifestazioni, anche quando i figli non sono imputabili, si applicano multe da 500 a 1.000 euro, raddoppiabili in caso di reiterazione.
Il questore potrà inoltre disporre il divieto di radunarsi per i minorenni quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengono comportamenti intimidatori in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Il divieto potrà riguardare determinate fasce orarie. La misura di prevenzione interessa chi abbia commesso nei cinque anni precedenti, o venga colto a commettere, alcuni comportamenti lesivi contro persone e cose, oppure sia stato autore, nello stesso periodo, di fatti per i quali ha ricevuto provvedimenti preventivi.
Il contingente aggiuntivo per il controllo di Milano
L’articolo 8 dispone l’invio immediato di 500 militari aggiuntivi a Milano fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro.
«Il contingente verrà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere ai servizi che dovranno essere svolti nella città per il controllo del territorio e la sicurezza pubblica della città», ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
In occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, ha precisato il ministro, «ci sarà un piano di azione»: «È quello il contesto in cui si vedrà la modalità d’impiego di queste risorse e si valuterà se possano essere dotate di qualche funzione innovativa rispetto all’impiego tradizionale, che possa essere una maggiore dinamicità».
I saccheggi e il bilancio degli agenti feriti
I negozi saccheggiati, le vetrine distrutte e le aggressioni alle forze dell’ordine sono gli episodi richiamati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a sostegno del provvedimento: «Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare. Per questo il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze».
La premier ha respinto le giustificazioni politiche o sociali dei saccheggi: «Voglio essere chiara: non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce».
«Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura. Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma», ha dichiarato Meloni, assicurando: «Faremo tutto quello che possiamo per impedire che quello che abbiamo visto in questi giorni diventi la normalità».
Il bilancio richiamato dalla premier è di quasi 200 agenti feriti. Per la sola Milano, Meloni ha citato la stima di Confcommercio: danni per circa un milione di euro.
