A Burham, vicino a Birzeit, a nord di Ramallah, le squadre della Mezzaluna rossa hanno curato un uomo di 70 anni ferito in un’aggressione. Altri tre palestinesi sono rimasti feriti in un attacco analogo a Deir Jarir, a est di Ramallah, e sono stati accompagnati in un centro medico.
Ad Abu Falah, un attacco contro gli agricoltori impegnati nella raccolta delle olive ha causato il ferimento di una donna di 63 anni e di un uomo di 40 anni. La Mezzaluna rossa ha prestato le prime cure e trasferito entrambi in ospedale.
A Burqa, a est di Ramallah, la stessa organizzazione ha registrato quattro feriti tra gli agricoltori palestinesi. Secondo Al-Baydar, le vittime hanno riportato lesioni alla testa, alla schiena e alle mani; durante l’aggressione un giornalista straniero è stato colpito con uno spray al peperoncino.
Gli incendi e l’attacco ai soccorritori a Turmus Ayya
A Turmus Ayya, a nord di Ramallah, gli occupanti hanno assalito i raccoglitori e incendiato tre veicoli palestinesi nell’area di Al-Nabaat. Lo ha riferito Anadolu, citando testimonianze locali. Nella cittadina sono suonate le sirene per avvertire gli abitanti degli attacchi.
La giornalista statunitense e attivista per la solidarietà internazionale Heidi Levine è rimasta ferita dopo essere stata aggredita dagli occupanti israeliani in presenza di militari israeliani, secondo Al-Baydar. È stata portata all’ospedale Al-Istishari per ricevere le cure.
Una squadra intervenuta per spegnere i roghi è stata a sua volta attaccata. La Protezione civile palestinese ha riferito che un suo membro ha riportato contusioni e che gli aggressori, dopo aver assalito i vigili del fuoco arrivati sul posto, hanno dato alle fiamme il loro veicolo.
Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche volontari della Protezione civile provenienti da Abu Falah e Turmus Ayya. L’organismo ha avvertito che colpire il personale e i mezzi di emergenza minaccia direttamente la capacità di proteggere le vite, i beni e di intervenire nei soccorsi.
Le espulsioni dai terreni e i furti del raccolto
A Rammun, a est di Ramallah, gli occupanti israeliani hanno aggredito gli agricoltori e li hanno costretti a lasciare i terreni durante la raccolta, secondo Al-Baydar. A Qabalan, a sud di Nablus, una donna palestinese è stata inseguita, picchiata e derubata delle olive raccolte.
Attacchi analoghi hanno colpito gli agricoltori nella parte orientale del villaggio di Burin e nella cittadina di Majdal Bani Fadil, sempre a sud di Nablus. Ad Arraba, a sud-ovest di Jenin, Al-Baydar ha segnalato aggressioni contro le abitazioni della famiglia Al-Rahhal.
La Commissione palestinese per la resistenza alla colonizzazione e al muro ha comunicato lunedì di aver documentato 136 attacchi legati alla stagione della raccolta dall’inizio di ottobre, compiuti dalle forze israeliane e dagli occupanti. Tra gli episodi figurano pestaggi, espulsioni, intimidazioni, spari, uso di lacrimogeni e arresti, oltre al furto di olive e attrezzature e al danneggiamento degli alberi.
La raccolta è una risorsa economica essenziale per migliaia di famiglie nella Cisgiordania occupata, dove le aggressioni e le restrizioni all’accesso ai terreni provocano perdite agli agricoltori. Secondo Anadolu, gli attacchi contro i palestinesi e le loro proprietà, anche a Gerusalemme Est, si sono intensificati dall’inizio del genocidio israeliano a Gaza nell’ottobre 2023.
