Un’esplosione durante una gita scolastica vicino al confine con il Libano ha ucciso un adolescente nel nord di Israele nel pomeriggio di lunedì. Tre persone hanno riportato lesioni gravi e almeno altre 10 ferite da lievi a moderate, secondo United Hatzalah.
Il comune di Ma’alot-Tarshiha ha precisato che studenti e personale della scuola locale stavano partecipando all’uscita annuale quando è avvenuto lo scoppio. Il ministero dell’Istruzione ha definito l’episodio un «incidente estremamente difficile» ed espresso vicinanza: «Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie».
Il servizio di emergenza MDA ha mobilitato numerose squadre per quello che ha descritto come un «incidente complesso». Il direttore regionale Itzik Shushan ha dichiarato: «Abbiamo inviato rapidamente sul posto ingenti forze, comprese ambulanze, unità mobili di terapia intensiva e un elicottero di MDA, anch’esso mobilitato per l’incidente».
Le verifiche sull’origine dello scoppio
La polizia israeliana ha inviato gli artificieri per esaminare le cause dell’esplosione nell’area di confine, in prossimità dei villaggi di Yiftah e Manara. Il sospetto iniziale è che sia detonata una munizione rimasta inesplosa.
Le forze armate israeliane (IDF) hanno riferito che, in base a una prima verifica dei soldati sul posto, a provocare lo scoppio sarebbe stata una munizione di Hezbollah caduta nell’area e rimasta inesplosa. Non è chiaro quando il proiettile sia stato sparato.
Il quadro nel sud del Libano
Un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti alla fine di giugno avrebbe dovuto porre termine a mesi di combattimenti nel sud del Libano, aprendo la strada al dispiegamento dell’esercito libanese e al ritiro graduale delle forze armate israeliane.
Israele si è ritirato da due piccole aree lungo la cosiddetta linea gialla, che delimita la zona occupata dai militari israeliani, ma ulteriori progressi nell’attuazione dell’accordo si sono in gran parte fermati. Nello stesso periodo Israele ha raso al suolo interi villaggi nel sud del Libano e ha proseguito con attacchi regolari nell’area, nel tentativo di allontanare Hezbollah dal territorio.
