Donald Trump ha deciso che l’esecuzione di Nidal Malik Hasan, responsabile della strage di Fort Hood del 2009, non verrà trasmessa in streaming. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la scelta sul social Truth, precisando che i familiari più stretti delle vittime potranno assistere di persona alla fucilazione, se lo vorranno. La decisione rappresenta un passo indietro rispetto all’ipotesi iniziale di trasmettere l’esecuzione in diretta, che aveva provocato numerose critiche nei confronti della Casa Bianca e del Pentagono.
I familiari delle vittime potranno assistere all’esecuzione
Nel messaggio pubblicato su Truth, Trump ha confermato che Hasan morirà davanti a un plotone d’esecuzione, come previsto, ma ha escluso la possibilità di seguire l’evento attraverso una trasmissione online.
«Tuttavia, i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all’esecuzione di persona, se lo desiderano. Meritano di vedere la giustizia in azione», ha scritto il presidente, motivando così la possibilità concessa ai parenti delle persone uccise.
Trump attacca Hasan e critica l’Fbi dell’era Obama
In un successivo intervento, il presidente ha definito Hasan, ex maggiore dell’esercito statunitense, un «traditore» e un uomo profondamente malvagio. L’ex militare uccise 13 persone, tra cui una soldatessa incinta, morta insieme al bambino che portava in grembo, e ferì gravemente altre 32 persone.
Trump ha rivolto critiche anche all’Fbi durante la presidenza di Barack Obama. Secondo il presidente, l’agenzia aveva intercettato comunicazioni elettroniche tra Hasan e Anwar al-Awlaki, un religioso radicale yemenita-americano, ma aveva concluso che le e-mail dell’ex maggiore non rappresentassero una minaccia.
La retromarcia dopo le polemiche sulla diretta
Trump ha spiegato che, in un primo momento, aveva considerato la trasmissione in streaming della fucilazione come un possibile deterrente. L’intenzione, secondo quanto scritto su Truth, era mostrare al mondo come gli Stati Uniti trattino i terroristi e persone come Hasan.
Il presidente ha però riconosciuto che molte persone perbene, pur animate da buone intenzioni, preferirebbero non assistere alla morte dell’ex militare, né in streaming né attraverso altri mezzi visivi. Da qui la decisione di rinunciare alla diretta.
Il cambio di posizione arriva dopo un’ondata di critiche rivolte a Trump e al Pentagono per l’ipotesi di trasmettere pubblicamente l’esecuzione. La scelta annunciata dal presidente esclude quindi lo streaming, lasciando ai familiari più stretti delle vittime la possibilità di essere presenti di persona.
