Nidal Malik Hasan, 56 anni, dovrebbe essere fucilato il 3 dicembre nella base di Fort Hood, in Texas. L’esecuzione sarà pubblica, ha dichiarato ieri il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Peter Hegseth, intervistato dall’emittente Real America’s Voice: “Ci assicureremo che gli americani possano assistervi. Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi”.
Hegseth ha aggiunto: “Sarà fucilato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia”. Subito dopo le sue dichiarazioni, il Pentagono ha annunciato che la fucilazione di Hasan sarà trasmessa in diretta via internet.
La strage di Fort Hood e la corte marziale
Hasan è stato condannato per aver ucciso 13 soldati e averne feriti altri 32 nella sparatoria del 5 novembre 2009. L’allora maggiore e medico dell’esercito entrò in una stanza della base, dove alcuni soldati si stavano riposando, e aprì il fuoco.
Cittadino statunitense di origine palestinese, aveva manifestato nel tempo una crescente radicalizzazione islamica e una forte contrarietà alle guerre in Iraq e in Afghanistan. Si opponeva all’idea che i soldati musulmani dovessero combattere contro altri musulmani. Poco prima della strage aveva ricevuto l’ordine di trasferimento per essere schierato all’estero.
Il processo davanti alla corte marziale iniziò nell’agosto 2013. Hasan scelse di difendersi personalmente e ammise di essere l’autore della strage. Fu dichiarato colpevole di tutti i capi d’imputazione il 23 agosto e condannato a morte il 28 agosto.
L’approvazione di Trump e le precedenti esecuzioni militari
Il portavoce del Pentagono Sean Parnell aveva dichiarato lunedì scorso che il presidente Donald Trump aveva approvato l’esecuzione di Hasan.
Hegseth ha rilasciato l’intervista a bordo della portaerei USS Abraham Lincoln, durante una visita all’equipaggio, impegnato da lungo tempo in missione e ora pronto al rientro alla base di San Diego. Alla domanda se Hasan avesse avanzato richieste dell’ultimo minuto o contattato l’amministrazione Trump, il segretario alla Difesa ha risposto: “Non mi interessa. Lo vedremo il 3 dicembre”.
L’ultima esecuzione militare risale al 13 aprile 1961: il soldato semplice dell’esercito John Bennett fu giustiziato mediante impiccagione. L’ultima esecuzione militare statunitense mediante fucilazione risale invece al 1945, quando il soldato semplice Eddie Slovik fu mandato davanti al plotone d’esecuzione in Francia per diserzione.
