La morte di Maricarmen Abascal, l’87enne diventata simbolo della battaglia per il diritto alla casa dopo essere stata sfrattata dalla sua abitazione, ha provocato una raffica di accuse e teorie del complotto sui social. A diffonderle sono stati esponenti e influencer dell’ultradestra spagnola, che hanno insinuato dubbi sulle circostanze del decesso e ipotizzato un collegamento con la campagna elettorale in vista delle elezioni anticipate del 29 novembre.
Le accuse sulla morte di Maricarmen
Maricarmen è morta ieri nell’ospedale nel quale era ricoverata dal momento dello sgombero, avvenuto due settimane prima. A poche ore dalla notizia, l’eurodeputato di Vox Hermann Tertsch ha pubblicato su X un messaggio nel quale affermava: “È necessaria un’autopsia di Maricarmen”. Nel post, tuttavia, non venivano indicati elementi concreti tali da mettere in discussione le circostanze della morte dell’anziana.
Ancora più diretta è stata la reazione di Vito Quiles, influencer vicino a Vox ed espulso dal Congresso spagnolo come “agitatore”. Quiles ha suggerito che Maricarmen potesse essere stata “assassinata” con l’obiettivo di attribuire la responsabilità alla destra e favorire la sinistra alle prossime elezioni. Dopo le polemiche suscitate dal messaggio, in un secondo post ha precisato che con quel riferimento intendeva parlare dell’eliminazione “elettorale” degli avversari.
Le accuse di Vox e le insinuazioni online
La vicenda è stata rilanciata anche dal segretario generale di Vox, Ignacio Garriga, che in un video pubblicato sui social ha dichiarato: “Se Maricarmen fosse stata morocarmen, avrebbe avuto un alloggio popolare pubblico”. Il riferimento è alle abitazioni di edilizia pubblica che, secondo la narrazione di Vox, verrebbero assegnate ai “moros”, termine usato per indicare i migranti marocchini.
Anche Javier Negre, giornalista e proprietario dell’emittente di estrema destra EdaTV, ha contribuito alla diffusione delle insinuazioni sulla morte dell’87enne. In un messaggio sui social ha scritto che Maricarmen sarebbe stata fatta votare per posta “prima di essere eliminata”.
Il ricordo del Sindicato de Inquilinas
A fronte delle accuse circolate online, il Sindicato de Inquilinas y Inquilinos di Madrid ha ricordato Maricarmen con parole molto diverse, sottolineandone il ruolo nella mobilitazione per il diritto alla casa. In un testo pubblicato su El País, il sindacato ha scritto: “Maricarmen avrebbe potuto essere un’altra vittima della disumana politica sugli affitti, ma ha scelto di essere l’ultima e ha trasformato la sua casa in una trincea per difendere i diritti di tutti. Avrebbe potuto morire in silenzio, ma ha scelto di diventare eterna”.
L’87enne era stata sfrattata il 23 settembre dall’abitazione nella quale viveva dal 1956. Secondo il sindacato, però, la sua battaglia non riguardava soltanto la possibilità di tornare nella propria casa. Maricarmen, si legge nel messaggio, “decise di lottare, ma non solo per lei: per il diritto di chiunque a costruirsi una casa dignitosa e stabile anche senza esserne proprietario”.
“Non abbiamo potuto allungarle la vita abbastanza”
Nel ricordare l’anziana, il Sindicato de Inquilinas ammette di non essere riuscito a darle abbastanza tempo per poter celebrare la riconquista della sua abitazione. “Non abbiamo potuto allungarle la vita abbastanza perché potesse godersi la vittoria di riavere la sua casa”, si legge nel testo.
Il sindacato aggiunge però che la sua ultima volontà può ancora essere perseguita da chi continuerà la mobilitazione: “Ma è nelle nostre mani, e nelle vostre, realizzare la sua ultima volontà: che nessun altro debba dare la propria vita per avere un luogo dove vivere e morire con dignità”.
Maricarmen, il simbolo della lotta per la casa
Nel bilancio tracciato dal Sindicato de Inquilinas, la vicenda di Maricarmen ha avuto un impatto che va oltre la sua storia personale. “Ha dato il suo nome a due decreti, ha fatto cadere un governo e ha ispirato uno sciopero che si preannuncia storico”, scrive il sindacato.
Il messaggio si conclude con un saluto all’87enne: “Siamo distrutti, ma grati per tante lezioni. Abbiamo avuto l’immensa fortuna di lottare al suo fianco. Hasta siempre, Maricarmen!”.
