Andrea Sempio ammette di temere che la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi possa portare a un errore nei suoi confronti. L’indagato nel nuovo procedimento della Procura di Pavia, intervenuto a Porta a porta, ha spiegato di ritenere comunque corretto tornare a verificare quanto accaduto qualora emergano dubbi o possibili elementi trascurati in passato.
Il timore di un errore
“La paura di essere vittima di un errore c’è assolutamente”, ha detto Sempio durante l’intervista televisiva. Il suo nome è tornato al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, è stato condannato a 16 anni di carcere. Sempio ha precisato di non vedere errori nelle indagini che lo avevano coinvolto nel 2016 e che si erano concluse con la sua archiviazione. “Francamente, per quello che è stato ad esempio il mio coinvolgimento anche nel 2016, io non vedo errori nelle indagini”, ha osservato.
Il fatto che possa esserci stato un errore, però, non viene escluso dall’indagato. “Il pensiero che possa esserci un errore da qualche parte è possibile”, ha spiegato, ricordando che “la giustizia comunque è amministrata da uomini e quindi possono sbagliare”.
Sempio: “Se ci sono dubbi è giusto rifare l’indagine”
Secondo Sempio, l’eventuale presenza di elementi non sufficientemente approfonditi giustificherebbe una nuova verifica. “Se ci sono dei dubbi, se c’è qualcosa che non è stato svolto al 100%, magari sono stati anche commessi degli errori, è giusto rifare l’indagine e andare a verificare”, ha dichiarato.
L’indagato ha poi indicato quale sarebbe, a suo giudizio, un possibile elemento di errore nella ricostruzione attuale: “Ritengo che qualora uno degli elementi che oggi vengono puntati contro di me non venisse ritenuto spiegabile, quello secondo me sarebbe un errore”.
Sempio ha anche sottolineato quanto sia lunga, dal suo punto di vista, la vicenda giudiziaria. “È difficile da far capire perché comunque sono passati quasi due anni. Per le persone questa è stata una vicenda che hanno visto in televisione, hanno seguito con interesse: colpi di scena e tutto. Però sono due anni che andiamo avanti, una follia”, ha affermato.
“Il racconto finale a me sembra tirato per i capelli”
Nel corso dell’intervista Sempio ha contestato anche la ricostruzione che, secondo lui, viene fatta della sua posizione nella vicenda. “Il racconto finale a me sembra tirato per i capelli”, ha dichiarato. Tra gli elementi che contesta c’è anche quello relativo a una presunta ossessione nei confronti di Chiara Poggi, la quale emergerebbe da video “che avete la conferma che non sono stati visti”. Sempio ha poi richiamato una serie di circostanze che, a suo giudizio, renderebbero poco coerente tale ricostruzione.
Le circostanze contestate da Sempio
Tra le altre ricostruzioni che giudica improbabili, Sempio ha citato in particolare l’ipotesi secondo cui avrebbe cercato di contattare Chiara al telefono, arrivando persino a minacciarla, per poi trovarsi nella situazione in cui, pochi giorni dopo, lei gli avrebbe aperto la porta di casa.
Ha contestato anche l’ipotesi secondo cui sarebbe stato lui a entrare nell’abitazione passando dal cortile: “Oppure io che scavalco, aspetto nel cortile che lei faccia uscire i gatti che vengono ritrovati in casa…”. Da questi elementi nasce la sua contestazione alla ricostruzione complessiva. “Il risultato finale secondo me non regge”, ha affermato.
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