Alle 6:29 del mattino, esattamente tre anni dopo l’inizio dell’attacco di Hamas contro Israele, i familiari delle vittime si sono riuniti nel sud del Paese per osservare un minuto di silenzio. È cominciata così la giornata di commemorazioni del 7 ottobre 2026, nel terzo anniversario dell’attacco che provocò circa 1.200 morti e il rapimento di 251 persone e che segnò l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza.
Uno dei momenti principali si è tenuto nel luogo del festival musicale Nova, vicino al kibbutz Re’im. Circondati dalle fotografie delle vittime e dai fiori lasciati in loro memoria, sopravvissuti e familiari hanno chinato il capo alle 6:29. Nel massacro al festival furono uccise 378 persone, mentre altre 44 furono prese in ostaggio e portate nella Striscia.
7 ottobre, un minuto di silenzio davanti alla Knesset
Anche davanti alla Knesset, il Parlamento israeliano, il Consiglio di Ottobre – che riunisce familiari dei soldati caduti e sopravvissuti alla prigionia – si è raccolto per un minuto di silenzio. Alcuni dei partecipanti tenevano in mano le fotografie degli ostaggi uccisi, mentre altri sventolavano bandiere israeliane.
Durante la giornata sono previste cerimonie ed eventi commemorativi in tutto il Paese, mentre alcuni comuni esporranno le bandiere a mezz’asta. La cerimonia principale organizzata dai sopravvissuti e dai familiari delle vittime è prevista alle 21:15 al Parco Yarkon di Tel Aviv. Le cerimonie ufficiali di Stato si erano invece svolte lunedì, nella data della commemorazione stabilita dal governo israeliano.
Quello del 2026 è anche il primo anniversario del 7 ottobre in cui nessun ostaggio israeliano risulta ancora trattenuto nella Striscia: tutti sono stati restituiti oppure dichiarati morti. A tre anni dall’attacco, tuttavia, le sue conseguenze continuano a segnare profondamente la società. Secondo Reuters, il 68% degli israeliani ebrei considera il 7 ottobre una questione determinante in vista delle elezioni del prossimo 27 ottobre.
Gaza, tre anni di guerra dopo il 7 ottobre
Dall’attacco del 7 ottobre 2023 ebbe inizio l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. In tre anni, secondo le autorità sanitarie locali citate da Reuters, sono morti oltre 74mila palestinesi.
Il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti nell’ottobre 2025 non ha posto fine alle violenze. Da allora, secondo Reuters, sono morti più di 1.400 palestinesi e cinque soldati israeliani, mentre Israele continua a controllare alcune aree della Striscia.
L’anniversario cade quindi in un contesto molto diverso rispetto ai primi due anni di guerra: gli ostaggi israeliani non sono più a Gaza, ma i combattimenti e i raid non si sono fermati e il bilancio delle vittime palestinesi continua a crescere.
Due morti nei raid proprio nel giorno dell’anniversario
Nella stessa mattinata in cui in Israele iniziavano le commemorazioni, due persone sono state uccise in un attacco israeliano a Gaza City, secondo quanto riferito dall’ospedale Al-Shifa. Una delle vittime sarebbe un volontario della Protezione civile della Striscia.
A dare la misura dell’estensione del conflitto sono anche i dati diffusi dalle Forze di difesa israeliane. Dal 7 ottobre 2023, l’Idf afferma di aver colpito circa 100mila obiettivi sui diversi fronti: 65mila nella Striscia di Gaza, circa 28mila tra Libano e Siria, 4.500 in Iran e circa 80 nello Yemen.
Tre anni dopo, questa data continua quindi a rappresentare uno spartiacque per Israele e per l’intero Medio Oriente. Mentre il Paese ricorda le vittime dell’attacco di Hamas, a Gaza la guerra è sempre presente.
