L’Iran torna a lanciare accuse e minacce nei confronti degli Stati Uniti, mentre resta alta la tensione attorno allo Stretto di Hormuz. Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione, ha sostenuto che al momento non ci sarebbero navi statunitensi nel Golfo Persico, a Hormuz, nel Golfo di Oman o nella parte settentrionale dell’Oceano Indiano. Teheran ha inoltre protestato con la Norvegia per l’utilizzo della rete satellitare Starlink.
Iran, Fadavi: “Le forze Usa si sono allontanate di oltre 1.000 chilometri”
Parlando alla televisione di Stato iraniana, Fadavi ha affermato che sarebbe la prima volta che nessuna nave americana si trova contemporaneamente nelle aree marittime indicate. Secondo il consigliere dei Pasdaran, le forze statunitensi si sarebbero ritirate fino a una distanza superiore ai 1.000 chilometri dal territorio iraniano.
“Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1.000 chilometri dal territorio iraniano”, ha dichiarato Fadavi. A suo dire, lo spostamento non sarebbe stato deciso volontariamente dagli Stati Uniti, ma sarebbe stato determinato dalla posizione dell’Iran.
“Le navi da guerra americane sono vulnerabili ai nostri attacchi”
Il consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione ha sostenuto inoltre che le navi militari statunitensi sarebbero completamente esposte agli attacchi dell’Iran. “Le navi da guerra americane sono vulnerabili al 100% rispetto agli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione”, ha affermato Fadavi, collegando il presunto allontanamento delle forze Usa alla capacità militare iraniana.
“Hormuz resta sotto il controllo dell’Iran”
Fadavi ha poi ribadito che lo Stretto di Hormuz sarebbe ancora sotto il controllo di Teheran. Secondo il consigliere dei Pasdaran, qualsiasi nave che percorra la rotta meridionale dello stretto, sottoposta alla supervisione americana, potrebbe essere attaccata in qualsiasi momento. Attraverso quella rotta, ha aggiunto, transitano attualmente tra i 3 e i 4 milioni di barili di petrolio al giorno. Fadavi ha definito questa quantità “trascurabile” se confrontata con i volumi registrati prima della guerra.
Teheran respinge le minacce di nuovi attacchi Usa
Le dichiarazioni sono arrivate anche in risposta alle minacce americane di una possibile ripresa degli attacchi contro l’Iran. Fadavi ha sostenuto che gli Stati Uniti abbiano già fallito in Afghanistan e in Iraq e che, a suo giudizio, andrebbero incontro a un nuovo fallimento anche in Iran.
L’Iran convoca l’ambasciatore norvegese
Parallelamente alle dichiarazioni sui movimenti delle forze statunitensi, il ministero degli Esteri dell’Iran ha convocato l’ambasciatore norvegese a Teheran, Paal Bjornestad. Il diplomatico è stato ricevuto da Mohammad Hassannejad Pirkouhi, direttore generale del Dipartimento per la pace e la sicurezza internazionale.
Al centro del colloquio c’è stato l’utilizzo di Starlink, la rete satellitare di SpaceX. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Irna, Teheran accusa la Norvegia di non aver rispettato gli obblighi internazionali legati all’impiego del sistema.
Teheran accusa Usa e Israele sull’uso di Starlink
Pirkouhi ha sostenuto che Stati Uniti e Israele starebbero utilizzando la rete satellitare Starlink per portare avanti quelle che Teheran definisce attività interventiste contro l’Iran. Il funzionario iraniano ha inoltre accusato la Norvegia di non aver rispettato i propri obblighi giuridici in quanto Stato di registrazione dei servizi Starlink presso l’Unione internazionale delle telecomunicazioni delle Nazioni Unite. Secondo Teheran, Oslo dovrebbe adottare misure per impedire trasmissioni Starlink non autorizzate sul territorio iraniano.
Pirkouhi ha infine affermato che la Norvegia avrebbe ignorato i ripetuti appelli dell’Iran a interrompere attività che, secondo il governo di Teheran, metterebbero a rischio la sicurezza nazionale e la sovranità territoriale del Paese.
