L’Associazione Svizzera di Football (ASF) ha ritirato l’appoggio alla candidatura di Gianni Infantino con una decisione presa dal Comitato centrale il 25 settembre e annunciata il 30. La federazione ha motivato la scelta con una “attenta valutazione degli sviluppi degli ultimi mesi”. Il presidente uscente, alla guida della Fifa dal 2016, resta al momento l’unico candidato dichiarato alle elezioni previste per marzo 2027.
Il sostegno a Infantino era stato formalizzato soltanto a giugno. Tre mesi dopo, la federazione del suo Paese ha cambiato posizione, aggiungendosi ad altre associazioni europee che hanno rimesso in discussione l’appoggio alla sua candidatura. L’ASF ha indicato nella gestione dell’organizzazione, nella trasparenza e nei processi decisionali le ragioni del ritiro.
Le contestazioni sul progetto commerciale e sul caso Balogun
Secondo la federazione elvetica, diversi episodi hanno sollevato “interrogativi fondamentali” sulla guida della Fifa e sui suoi meccanismi di governo. Due vicende, in particolare, hanno alimentato le tensioni attorno alla gestione di Infantino.
La prima è il progetto FIFA Forward Enterprise, poi abbandonato, che prevedeva l’apertura di alcune attività commerciali dell’organizzazione a investitori privati. Il piano aveva suscitato forti contestazioni sia per le modalità con cui era stato sviluppato sia per il livello di coinvolgimento degli organismi chiamati a prendere le decisioni.
La seconda riguarda Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti espulso durante i Mondiali 2026. Gli organi disciplinari della Fifa avevano successivamente deciso di sospendere per un anno l’esecuzione della squalifica. Il provvedimento aveva provocato dure reazioni, soprattutto in Europa, e aperto un confronto sulla certezza delle regole e sull’integrità delle competizioni. Anche la Uefa aveva criticato pubblicamente la gestione del caso.
Le richieste europee e il Consiglio Fifa del 15 ottobre
Il ritiro svizzero si inserisce in un confronto sempre più acceso. Tra le federazioni europee che hanno tolto il proprio sostegno figura anche quella francese. La federazione belga aveva invece chiesto chiarimenti sulla vicenda Balogun e sulle questioni relative al governo della Fifa.
Infantino si era detto disponibile nei giorni scorsi a discutere delle riforme dell’organizzazione, ma questa apertura non ha chiuso il confronto. Tra le richieste emerse c’è quella di una revisione esterna indipendente che esamini sia FIFA Forward Enterprise sia il caso dell’attaccante statunitense.
La prossima riunione del Consiglio Fifa è prevista per il 15 ottobre e potrebbe offrire un’occasione per affrontare alcune delle questioni ancora aperte.
La visita in Uzbekistan e l’accoglienza di Cannavaro
Infantino si trova a Tashkent, in Uzbekistan, dove ha incontrato il presidente Shavkat Mirziyoyev anche in vista dell’organizzazione dei prossimi Mondiali Under 20. L’attività istituzionale internazionale prosegue dunque insieme al confronto europeo sulla sua gestione e sulla candidatura del 2027.
La visita è stata accolta positivamente da Fabio Cannavaro, commissario tecnico dell’Uzbekistan. L’ex capitano della Nazionale italiana si è detto molto contento della presenza del presidente della Fifa, sottolineando come possa dare entusiasmo a una federazione impegnata a investire sui giovani e sulla formazione di nuovi talenti.
