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UEFA valuta denuncia penale in Svizzera contro Infantino: Cattiva gestione criminale

L'accusa di "cattiva gestione criminale" su un piano da 4,2 miliardi: nel mirino il ruolo di Infantino e il fondo Thrive.

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La Uefa chiede documenti a Thrive e valuta una denuncia penale in Svizzera contro Infantino

La Uefa chiede documenti a Thrive e valuta una denuncia penale in Svizzera contro Infantino

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

La Uefa valuta una denuncia penale in Svizzera sulla gestione del piano che avrebbe cartolarizzato una parte dei futuri profitti dei Mondiali, e ha chiesto di acquisire documenti tramite una corte di Manhattan. Il nome di Gianni Infantino è indicato nel dossier come perno della vicenda. Il fronte legale si muove su due binari che si alimentano a vicenda: l’ipotesi di reato in patria e la raccolta di prove all’estero.

Ipotesi di reato in Svizzera

Il dossier della Uefa delinea una possibile azione ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale svizzero, la norma che punisce l’amministrazione infedele. Nel testo, gli avvocati qualificano la condotta contestata come «una cattiva gestione di tipo criminale» e valutano i soggetti da includere, oltre al presidente della Fifa, nella segnalazione alle autorità elvetiche. Vengono richiamati conflitti di interesse e passaggi societari che, nella lettura dell’organismo europeo, avrebbero prodotto un danno per la stessa Fifa.

Queste contestazioni sono riportate in un documento di 56 pagine, visionato da Associated Press, che elenca fatti, scambi e atti ritenuti utili a sostenere un eventuale fascicolo penale. Non si tratta solo di un’esposizione di principi: il materiale mette in fila passaggi operativi, profili di responsabilità e un percorso di indagine che la Uefa è pronta a sostenere in sede svizzera. Da qui l’attenzione a fissare con precisione ruoli, tempi e corrispondenze interne.

Il progetto con Thrive e le cifre

Nel mirino c’è il progetto di cessione a investitori privati di una quota dei proventi dei Mondiali e, in particolare, il ruolo di Thrive Capital Management, il fondo fondato da Joshua Kushner. Secondo il dossier, Thrive sarebbe stato individuato come investitore principale per un’operazione da 4,2 miliardi di dollari in cambio del 20% di una nuova società dedicata alla gestione dei diritti commerciali dei principali eventi calcistici. La valorizzazione, sempre secondo la Uefa, avrebbe cristallizzato un «prezzo fraudolentemente fuori mercato promosso da Infantino a proprio vantaggio».

In sostanza, l’architettura dell’operazione avrebbe spostato diritti e ricavi verso un veicolo separato, con benefici circoscritti a pochi soggetti e un riflesso negativo per la governance della Fifa. La reazione interna al sistema calcistico è stata rapida: il progetto di privatizzazione è stato accantonato da Infantino il 1° agosto, dopo prese di posizione critiche, tra cui quella della Uefa. Quel ritiro, ricordano gli estensori, non chiude però i punti rimasti scoperti sulla genesi e sulla congruità economica della proposta.

Acquisizioni negli Stati Uniti e prossimi passi

Per mettere a terra la parte probatoria, la Uefa ha depositato a Manhattan la documentazione necessaria a chiedere l’acquisizione di atti e comunicazioni legati al fondo e alle entità coinvolte. La richiesta punta in modo specifico ai documenti di due società Fifa, ritenuti cruciali per ricostruire la catena decisionale e i rapporti tra i diversi interlocutori dell’operazione. In parallelo, gli avvocati stanno tracciando le condotte che in Svizzera potrebbero integrare estremi di reato, così da allineare i due fronti investigativi.

Il percorso indicato contempla anche strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale, con l’obiettivo di seguire flussi finanziari e scambi interni che hanno accompagnato il progetto. Non solo: l’impostazione prevede verifiche su valutazioni, perimetri di controllo e beneficiari economici, così da chiarire se vi sia stata una divergenza consapevole tra interesse dell’ente e interesse di soggetti specifici.

Ad oggi, la posizione formale della Uefa è quella di chi intende accertare se l’operazione fosse orientata a vantaggi personali e se abbia prodotto una lesione agli interessi della Fifa. La scelta di procedere con un esposto penale in Svizzera resta in capo agli uffici legali che hanno firmato il dossier, sulla base degli elementi che via via saranno acquisiti. Il passo successivo, se il quadro resterà confermato, sarà la richiesta alle autorità svizzere di aprire indagini, supportata dal pacchetto documentale ottenuto attraverso i canali internazionali già attivati.

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