Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna sull’eccidio di Marzabotto e richiama il valore della memoria davanti al ritorno della guerra in Europa. Nel ricordare la strage compiuta dalle SS naziste con il sostegno dei fascisti, il capo dello Stato sottolinea il rischio che tragedie simili possano ripetersi quando vengono meno i principi che sostengono la pace e la democrazia.
Il monito di Mattarella su guerre e memoria
“Ciò che è accaduto può ripetersi”, afferma Mattarella, osservando che i conflitti armati stanno nuovamente mettendo in discussione le regole e gli argini costruiti per contenerli. Secondo il presidente, questo processo rischia di provocare un arretramento non soltanto sul piano della ragione, ma anche del senso di umanità.
La storia, aggiunge Mattarella, ha mostrato che una società fondata sulla pace ha bisogno di democrazia, partecipazione, solidarietà e giustizia. Sono questi, sottolinea, i principi sui quali poggia anche la Costituzione italiana.
L’abisso di disumanità di Marzabotto
Nel suo messaggio, Mattarella ricorda che Marzabotto e le zone intorno a Monte Sole furono travolte da una violenza che definisce il “più profondo abisso di disumanità”. Sono trascorsi 82 anni dallo sterminio della popolazione inerme compiuto dalle SS naziste con il sostegno dei fascisti. Nell’eccidio non furono risparmiati neppure bambini, donne, anziani e sacerdoti.
Il presidente sottolinea però anche la capacità dei sopravvissuti e delle generazioni successive di riportare la vita nei luoghi colpiti dalla strage. La memoria di quella tragedia, osserva, continua comunque a rappresentare un monito e richiama ancora oggi alla responsabilità.
Le radici dell’orrore
Per comprendere fino in fondo la tragedia, secondo Mattarella, non è sufficiente considerare soltanto le dinamiche militari della guerra. Occorre invece interrogarsi sulle origini della volontà di dominio, delle ideologie razziste e dei progetti di annientamento rivolti contro intere popolazioni. Fu dalla combinazione di questi elementi, sottolinea il capo dello Stato, che nacque una ferocia estrema quando le sorti del conflitto iniziarono a diventare sfavorevoli per gli occupanti e per coloro che li sostenevano.
La Costituzione nata anche dal dolore
Nel suo messaggio per ricordare Marzabotto, il presidente della Repubblica lega quei principi alla tragedia vissuta dalla popolazione durante l’eccidio. La Costituzione, afferma, è nata anche “a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata offesa”, cioè nei luoghi segnati da un dolore che ha raggiunto livelli indicibili.
Quei valori, aggiunge Mattarella, continuano oggi a vivere grazie alle donne, agli uomini e alle comunità che hanno la capacità di trasformare la memoria del passato in una fonte di speranza.
Il sacrificio alla base dell’Italia repubblicana
In un secondo passaggio del suo intervento, Mattarella ricorda come l’Italia repubblicana e democratica, l’Europa costruita dopo le guerre fratricide, gli ordinamenti basati sulla libertà e il modello sociale del continente abbiano le proprie fondamenta nel sacrificio di chi durante le tragedie del Novecento ha pagato il prezzo più alto e ingiusto. Per questo, sottolinea il capo dello Stato, il dovere della memoria resta essenziale e non può essere abbandonato.
Mattarella ricorda che la guerra è tornata in Europa
Il richiamo alla memoria assume per Mattarella un significato ancora più urgente perché la guerra è tornata anche nel continente europeo. Il presidente osserva infatti che oggi si stanno nuovamente manifestando volontà di potenza accompagnate da ambizioni neoimperiali.
In questo contesto, conclude Mattarella, ricordare Marzabotto significa anche mantenere viva la consapevolezza delle conseguenze a cui possono portare la violenza, l’abbandono dei principi democratici e la perdita della memoria storica.
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