Restano diversi interrogativi sulla morte di Jacopo Trabattoni, il 15enne deceduto venerdì sera a Lodi dopo essere salito su un traliccio ed essere rimasto folgorato. Gli investigatori non hanno ancora ritrovato il suo cellulare e, proprio per questo, al momento non viene esclusa alcuna ipotesi sulla dinamica dei fatti. Intanto a scuola i compagni del ragazzo sono profondamente scossi e l’istituto ha annunciato interventi di supporto anche con l’aiuto di psicologi.
Il cellulare ancora non è stato trovato
Fonti vicine all’inchiesta spiegano che non è stato recuperato lo smartphone di Jacopo. Viene quindi smentita la notizia diffusa nella giornata di ieri secondo cui il telefono sarebbe stato ritrovato insieme a un selfie scattato dal ragazzo poco prima della tragedia.
La Procura della Repubblica potrebbe disporre accertamenti informatici sui tabulati telefonici, mentre resta da capire dove si trovi il dispositivo. Il cellulare potrebbe essere ancora nei campi attorno al traliccio oppure potrebbe essere stato portato via da qualcuno.
Gli investigatori non escludono alcuna pista
La mancanza dello smartphone lascia aperte diverse possibilità. Tra le ipotesi considerate c’è anche quella che, nel momento in cui il 15enne si è sdraiato sull’asfalto fingendosi morto e successivamente ha raggiunto il traliccio, fosse in contatto con un’altra persona.
Gli inquirenti non escludono che qualcuno possa averlo spinto a compiere quelle azioni e che, dopo quanto accaduto, possa essersi recato sul posto per recuperare il cellulare. Le fonti sottolineano quindi che, allo stato attuale, non è possibile escludere la presenza di un’altra persona collegata al giovane al momento dei fatti.
Nel frattempo, la salma di Jacopo rimane a disposizione della Procura.
A scuola il dolore dei compagni
La tragedia ha avuto un forte impatto anche sul liceo artistico Callisto Piazza di Lodi, frequentato dal 15enne. La dirigente scolastica Daniela Verdi racconta che i compagni sono “sconvolti” per la morte del ragazzo.
La scuola ha intenzione di organizzare momenti di supporto con la presenza di psicologi, con l’obiettivo di ascoltare gli studenti e aiutarli ad affrontare quanto accaduto. La dirigente ha descritto i 110 studenti dell’istituto come ragazzi “fantastici” ed “eccezionali”, sottolineando la responsabilità educativa della scuola.
Verdi ha infine spiegato che l’istituto considera fondamentale favorire la relazione umana a tutti i livelli e ha scelto di non commentare ulteriormente la tragedia.
