Il 15% del capitale di Giorgio Armani Spa potrebbe essere ceduto a più acquirenti, anziché a un unico grande gruppo. La possibilità è stata chiarita dall’amministratore delegato Giuseppe Marsocci a margine della sfilata della collezione Giorgio Armani a Milano. L’apertura riguarda la partecipazione che il testamento del fondatore destina all’ingresso di nuovi soci nella maison.
“È possibile, perché non c’è scritto sulla pietra che deve essere uno. Ha dato delle indicazioni sui partner possibili, quindi…”, ha spiegato Marsocci. Le sue parole lasciano aperta la possibilità di suddividere la quota del 15% tra più soggetti: l’acquisto dell’intera partecipazione da parte di un solo interlocutore non è dunque l’unica strada presa in considerazione.
La cessione prevista dal testamento di Giorgio Armani
Il passaggio nasce dalle disposizioni lasciate da Giorgio Armani per garantire il futuro della società dopo la sua morte. Il testamento stabilisce che la cessione di una partecipazione pari al 15% del capitale della Giorgio Armani Spa avvenga trascorsi 12 mesi ed entro 18 mesi dall’apertura della successione. È questo il termine previsto per il primo ingresso di nuovi soci.
Il fondatore aveva individuato tre interlocutori prioritari: LVMH, EssilorLuxottica e L’Oréal. L’indicazione dei nomi non esclude però il coinvolgimento di altre società. Le disposizioni consentono infatti di valutare anche altri gruppi del settore della moda e del lusso di pari livello, con una preferenza per le realtà con cui Armani abbia già rapporti di collaborazione.
Le dichiarazioni dell’amministratore delegato precisano quindi le possibili modalità di questo passaggio: la partecipazione complessiva prevista dalle volontà del fondatore potrebbe essere distribuita tra più acquirenti, senza necessariamente essere rilevata per intero da uno dei gruppi indicati.
L’ipotesi dei tre pacchetti e la seconda fase
La suddivisione della partecipazione era già emersa nei mesi scorsi. Una delle ipotesi prese in considerazione prevedeva tre pacchetti del 5%, potenzialmente destinati proprio a LVMH, EssilorLuxottica e L’Oréal. Si trattava quindi di ripartire tra i tre gruppi la quota complessiva da cedere.
Al momento non c’è una decisione definitiva sulla struttura dell’operazione. Marsocci ha confermato la possibilità di coinvolgere più soggetti, non l’adozione di uno schema già definito. Il gruppo mantiene aperte diverse opzioni nel percorso delineato dal fondatore, compresa quella di non concentrare il primo ingresso nel capitale nelle mani di un solo partner.
La cessione iniziale non esaurisce il progetto per il futuro della maison. Le volontà di Armani contemplano anche una seconda fase negli anni successivi: è prevista la possibilità di un’ulteriore cessione del capitale oppure, in alternativa, di una quotazione in Borsa.
