Ci sono storie d’amore che finiscono e altre che, in qualche modo, continuano anche quando le persone non ci sono più. È il caso di Gino Paoli e Ornella Vanoni, due artisti nati a un giorno di distanza e scomparsi a pochi mesi l’uno dall’altra, il cui legame ha attraversato oltre sessant’anni di musica, incontri, separazioni e ritorni. Oggi quel filo si riannoda con “Quando ti rivedrò”, l’ultimo brano inedito di Paoli, pubblicato il 23 settembre, nella notte tra i compleanni dei due artisti.
Gino Paoli Ornella Vanoni, il duetto mai realizzato secondo Gino
La storia del brano è forse ancora più significativa della canzone stessa. Paoli aveva scritto “Quando ti rivedrò” pensando fin dall’inizio alla voce di Ornella Vanoni. I due avrebbero dovuto incontrarsi a Nervi per registrarla insieme, ma Vanoni è morta il 21 novembre 2025, appena tre giorni prima dell’appuntamento previsto. Paoli, scomparso il 24 marzo 2026, non ha quindi mai potuto realizzare quel duetto.
Nelle parole lasciate da Paoli per accompagnare il brano c’è tutta la loro storia, anche nel modo ironico e affettuoso con cui il cantautore continua a rivolgersi a lei. “Volevo che a cantarla con me fosse Ornella”, ha scritto, raccontando di averla aspettata a casa sua a Nervi. Poi la consapevolezza che nessuno avrebbe potuto prendere il posto della sua voce.
La soluzione è arrivata attraverso Paolo Fresu, grande amico di entrambi, che ha portato nel brano la propria tromba. Non una sostituzione, quindi, ma un modo per lasciare dentro la canzone quello spazio vuoto che la scomparsa di Vanoni aveva creato. “Nessuno poteva prendere il suo posto”, aveva scritto Paoli, spiegando di aver scelto Fresu proprio per riempire quel vuoto.
Da “Senza fine” a un ultimo incontro impossibile
Paoli e Vanoni non sono stati soltanto due grandi interpreti della musica italiana. Sono stati due persone che hanno costruito una parte della propria storia attraverso la musica dell’altro. Paoli scrisse per Vanoni “Senza fine” nel 1961 e “Che cosa c’è” nel 1964, brani destinati a diventare parte della memoria collettiva. Il loro sodalizio sarebbe tornato sul palco più volte, fino allo spettacolo “Insieme” del 1984 e alla tournée teatrale del 2004.
È difficile allora ascoltare “Quando ti rivedrò” soltanto come un nuovo brano. Il titolo stesso sembra contenere una domanda rivolta a qualcuno che non può più rispondere. “Quando ti rivedrò, non so come farò”, canta Paoli, trasformando l’idea del ritrovarsi in qualcosa che non appartiene più alla vita quotidiana ma alla memoria.
E forse è proprio qui che la canzone acquista un significato diverso. Non è semplicemente l’ultimo inedito di Gino Paoli e non è soltanto una canzone dedicata a Ornella Vanoni. È il duetto che avrebbe dovuto esistere e che, proprio perché non è mai stato registrato nella forma prevista, è diventato il simbolo del loro ultimo incontro.
La nuova edizione di “Appunti di un lungo viaggio”, che contiene il brano, sarà disponibile dal 25 settembre in doppio vinile e CD, con un nuovo booklet e una stampa tratta da un’opera originale di Paoli.
Alla fine, resta una canzone che parla di separazioni, ritorni e legami che resistono al tempo. E il paradosso è che Paoli e Vanoni sono riusciti a cantare ancora insieme proprio quando non potevano più farlo.
