In’un abitazione di KwaMakhutha, township a sud di Durban, in Sudafrica è avvenuta una strage. Undici persone sono state uccise e altre tre sono rimaste ferite dopo che tre uomini armati hanno fatto irruzione nella casa e aperto il fuoco contro i presenti. Tra le vittime c’è anche una donna che, secondo la polizia, era incinta. L’attacco è avvenuto poco prima delle 23 di martedì 22 settembre.
Le vittime della strage in Sudafrica
Secondo le informazioni diffuse dalla polizia sudafricana, nell’abitazione si trovavano 14 persone: 13 uomini e una donna. Il gruppo stava partecipando a una festa quando i tre aggressori sarebbero arrivati e avrebbero cominciato a sparare. Dieci persone sono morte sul posto, mentre quattro feriti sono stati trasportati in ospedale. Uno di loro è morto successivamente per le ferite riportate, portando il bilancio complessivo a undici vittime.
Sparatoria in Sudafrica, caccia ai tre uomini armati
La polizia sudafricana ha avviato una caccia ai responsabili, che al momento risultano ancora in fuga. Il movente dell’attacco non è stato stabilito e gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla sparatoria. Secondo un residente della zona che conosceva alcune delle vittime, gli uomini uccisi avevano all’incirca 35 anni. Le autorità non hanno però ancora reso note ufficialmente le loro età e le loro identità.
Le immagini diffuse dopo l’attacco mostrano un’automobile bianca completamente bruciata, che secondo i media locali apparteneva a una delle vittime. L’emittente sudafricana eNCA ha riferito che il veicolo sarebbe stato dato alle fiamme da uno degli uomini armati prima della fuga.
“Probabile faida tra gruppi rivali”
Le autorità stanno valutando anche la possibilità che dietro la strage ci sia uno scontro tra gruppi criminali. La polizia ha spiegato che, allo stato attuale delle indagini, “non si può escludere una faida tra gruppi rivali”, pur sottolineando che si tratta ancora soltanto di una delle piste prese in considerazione.
Alcune delle persone uccise erano inoltre già note alle forze dell’ordine per presunti collegamenti con attività illegali. Il capo del governo provinciale del KwaZulu-Natal, Thamsanqa Ntuli, ha parlato di una comunità lasciata in uno stato di “profondo shock e dolore” dopo la strage.
Resta altissimo il livello della violenza in Sudafrica
La sparatoria di KwaMakhutha arriva mentre il Sudafrica continua a fare i conti con livelli molto elevati di criminalità violenta. Negli ultimi mesi diversi omicidi hanno attirato l’attenzione anche dei media internazionali, in particolare dopo il ritrovamento di numerosi corpi nella zona orientale di Johannesburg.
I dati della polizia sudafricana mostrano negli ultimi periodi una diminuzione del numero complessivo degli omicidi, ma il quadro rimane critico. L’Institute for Security Studies ha sottolineato che il livello degli omicidi nel Paese resta “estremamente alto rispetto agli standard internazionali”.
Un altro dato mostra quanto una parte consistente della violenza avvenga proprio all’interno degli spazi domestici: secondo l’istituto, il 73% dei 19.427 casi di aggressione grave denunciati alla polizia nel primo trimestre del 2026 è avvenuto all’interno delle abitazioni. Un numero che, secondo gli stessi ricercatori, potrebbe comunque sottostimare le dimensioni reali del fenomeno.
