Una violenta sparatoria ha sconvolto la zona di Cleveland, un sobborgo di Johannesburg, la più grande città del Sudafrica, provocando la morte di almeno dodici persone e il ferimento di altre nove. L’attacco si è consumato nella tarda serata di ieri, martedì 9 giugno 2026, all’interno di un insediamento informale. Un commando armato ha aperto improvvisamente il fuoco sui residenti della baraccopoli per poi far perdere le proprie tracce, scatenando il panico e una massiccia caccia all’uomo da parte delle autorità locali.
La dinamica del blitz e il bilancio delle vittime in Sudafrica
Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, un gruppo composto da oltre dieci individui è giunto nei pressi di un distributore di benzina a bordo di un furgone bianco. I sospetti si sono successivamente divisi per fare irruzione nell’insediamento da ingressi differenti, colpendo la folla in più punti della baraccopoli. Undici vittime, tra cui otto uomini e tre donne, sono decedute sul colpo, mentre un dodicesimo uomo è morto poco dopo il ricovero in ospedale. I servizi di emergenza hanno coordinato il trasferimento d’urgenza dei nove feriti in varie strutture sanitarie della città.
Le indagini sul movente e la piaga delle armi illegali
Al momento gli inquirenti mantengono aperte diverse piste e il movente del massacro resta ignoto. Il drammatico evento si inserisce in un contesto nazionale allarmante: il Sudafrica registra una media di sessanta omicidi al giorno e detiene uno dei tassi di criminalità più alti al mondo. Nel Paese circolano circa 3 milioni di armi da fuoco legali e altrettante non autorizzate. Gli episodi in cui vengono uccise quattro o più persone sono in netto aumento dal 2020, e si consumano spesso in contesti di estrema marginalità o all’interno di locali dove si consumano alcolici illegalmente, noti come shebeen.
