L’economia italiana è attesa in crescita dello 0,9% nel 2026, contro lo 0,5% previsto a giugno dall’Ocse. L’istituzione di Parigi ha rivisto al rialzo la stima per quest’anno, lasciando invariata allo 0,6% quella per il 2027. Le previsioni seguono un aumento del Pil italiano dello 0,5% nel 2025 e sono contenute nell’Economic Outlook intermedio: il rapporto completo sarà pubblicato successivamente.
Il rapporto Ocse
Per i prezzi, l’Ocse segnala un aumento dell’inflazione in Italia iniziato già prima del conflitto in Medio Oriente. Dopo l’1,6% del 2025, la previsione indica un’inflazione al 3% nel 2026, senza modifiche rispetto a giugno. Per il 2027 la stima sale invece al 2,6%, rispetto al 2,2% indicato in precedenza.
Il rapporto collega i rincari energetici all’andamento del greggio e alla raffinazione. «Gli aumenti dei prezzi dell’energia hanno rispecchiato sia l’incremento dei prezzi del petrolio greggio sia i margini più elevati, in un contesto caratterizzato da crescenti colli di bottiglia nel settore della raffinazione. L’aumento dei prezzi dei carburanti per i consumatori giunge in un momento in cui il livello dei salari reali in alcune economie del G20, come l’Italia, il Giappone e il Sudafrica, si attesta ancora al livello pre-pandemia o al di sotto di esso», ha scritto l’Ocse.
La revisione è invece al ribasso per l’inflazione di fondo: il dato atteso per il 2026 passa dal 2,3% all’1,9%, lo stesso livello registrato nel 2025. Per il 2027 l’istituzione di Parigi mantiene la previsione al 2%, senza variazioni rispetto alle stime precedenti.
