Uno scheletro ben conservato, con un cranio quasi completo, ha permesso ai ricercatori di identificare una nuova specie di dinosauro nel Liaoning occidentale, in Cina. Il reperto proviene dalla formazione fossilifera di Jehol Biota, nel nord-est del paese, risalente a un periodo compreso tra 135 e 121 milioni di anni fa e nota per i numerosi ritrovamenti, soprattutto di dinosauri dotati di piume.
Kayrasaurus changliensis, un piccolo grande dinosauro
La nuova specie, denominata Kayrasaurus changliensis, appartiene ai terizinosauri, dinosauri bipedi caratterizzati da artigli delle mani particolarmente sviluppati. È il più grande dinosauro del suo tipo. Le specie del gruppo già conosciute presentano una combinazione insolita di teste relativamente piccole, colli allungati, denti a forma di foglia e artigli affilati sugli arti anteriori.
L’esemplare rinvenuto era un subadulto e misurava circa 3,6 metri dalla testa alla coda. L’assenza delle ossa delle zampe ha impedito una valutazione diretta del peso: i ricercatori lo hanno stimato confrontando il reperto con specie strettamente imparentate, ottenendo un intervallo compreso tra 117 e 274 chilogrammi. Secondo gli studiosi, gli adulti della specie probabilmente raggiungevano un peso ancora maggiore.
I denti erano estremamente piccoli e fittamente disposti: nella mandibola ne erano presenti oltre 45. Le vertebre del collo erano più lunghe di quelle del dorso, mentre gli artigli delle mani avevano un caratteristico bordo sporgente verso l’alto, descritto come un “labbro”.
Un corpo robusto ma poco agile
“La combinazione di molteplici tratti unici in K changliensis evidenzia la diversità morfologica dei terizinosauri quasi contemporanei nel gruppo di Jehol”, hanno scritto i ricercatori nello studio pubblicato sul Journal of Systematic Palaeontology.
Il dinosauro aveva probabilmente un corpo più robusto, ma meno agile, rispetto ai parenti stretti e mascelle adatte a morsi più potenti, secondo gli studiosi. La scoperta offre, nella loro valutazione, “nuove conoscenze sull’evoluzione morfologica e sugli adattamenti ecologici dei terizinosauri di Jehol Biota”.
Le interpretazioni restano da verificare: i ricercatori precisano che «sono necessarie ulteriori scoperte fossili e studi anatomici dettagliati per mettere alla prova e affinare queste ipotesi». Per comprendere meglio l’origine e la diversità del gruppo, sottolineano anche l’importanza di «proseguire il lavoro sul campo, effettuare nuove scoperte fossili e condurre analisi biomeccaniche».
