Tre militari sudcoreani sono rimasti feriti in un’esplosione nella Zona Demilitarizzata, al confine con la Corea del Nord. L’incidente è avvenuto lunedì 21 settembre nel settore occidentale della Dmz, a sud della linea di demarcazione militare che separa i due Paesi. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare l’esplosione sarebbe stata una mina: resta però ancora da capire da dove provenisse e soprattutto chi l’avesse posizionata.
I militari sono in gravi condizioni
I tre militari erano impegnati in un’operazione per ripulire e rendere sicuri alcuni percorsi all’interno della Zona Demilitarizzata, individuando mine e altri ordigni esplosivi. L’esplosione si è verificata intorno alle 10.50 ora locale. Due ufficiali hanno riportato ferite gravi e, secondo fonti militari citate dall’agenzia sudcoreana Yonhap, uno di loro ha perso la caviglia. Nessuno dei tre sarebbe comunque in pericolo di vita.
Per soccorrerli è stato inviato un elicottero all’interno della Dmz, in coordinamento con il Comando delle Nazioni Unite. I feriti sono stati quindi trasferiti in ospedale per ricevere le cure necessarie.
Corea del Nord, da dove potrebbe essere arrivata la mina esplosa nella Dmz
L’esercito sudcoreano ritiene altamente probabile che a provocare l’incidente sia stata una mina, ma per il momento mantiene aperte diverse ipotesi. Non è stato ancora stabilito se l’ordigno appartenesse alle forze sudcoreane oppure se provenisse dal lato nordcoreano del confine.
Tra le possibilità prese in considerazione c’è anche quella che una mina nordcoreana sia stata trascinata verso sud dalle forti piogge degli ultimi mesi. Non sarebbe un caso senza precedenti: in passato ordigni provenienti dalla Corea del Nord sono stati spostati dalle acque verso territorio sudcoreano, causando vittime e feriti.
Dal 2024 Pyongyang ha inoltre intensificato le opere di fortificazione lungo il confine, installando nuove recinzioni, barriere anticarro e mine. L’attività è aumentata dopo che Kim Jong-un ha ridefinito i rapporti tra le due Coree come quelli tra “due Stati ostili”. Un deputato dell’opposizione sudcoreana ha sostenuto che l’esplosione sia avvenuta vicino a un’area dove soldati nordcoreani avrebbero oltrepassato la linea per interrare mine, ma lo Stato maggiore di Seul ha precisato che il luogo dell’incidente è distante dalla zona indicata dal parlamentare.
Perché la Zona Demilitarizzata è piena di mine
Nonostante il nome, la Zona Demilitarizzata è una delle aree di confine più militarizzate al mondo. È lunga circa 248 chilometri e larga quattro e venne creata dopo l’armistizio del 1953, che pose fine ai combattimenti della guerra di Corea senza arrivare alla firma di un vero trattato di pace. Secondo le stime riportate da Associated Press, nella zona e nelle sue immediate vicinanze potrebbero esserci circa due milioni di mine.
L’ultimo incidente esplosivo all’interno della Dmz risaliva al novembre 2025, quando un soldato sudcoreano si era fratturato una caviglia durante una missione di rilevamento delle mine. Per trovare un episodio con ferite tanto gravi sul lato sudcoreano bisogna invece tornare all’agosto 2015: allora esplosero tre mine di legno che, secondo Seul, erano state interrate da militari nordcoreani. Due soldati sudcoreani rimasero mutilati.
