Le provocazioni russe contro l’Europa si stanno moltiplicando, ma la risposta dei Paesi europei, secondo Giorgia Meloni, non deve trasformarsi in un’escalation che finirebbe per favorire proprio Mosca. La presidente del Consiglio è intervenuta sul tema il 17 settembre a Oslo, dopo l’incontro con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, affrontando anche il dibattito aperto dalle nuove proposte della Commissione europea sulla sicurezza del continente.
Le parole della premier arrivano dopo settimane segnate da diversi incidenti che hanno aumentato la tensione lungo il fianco orientale e settentrionale della Nato. Il 15 settembre un caccia italiano impegnato nella missione dell’Alleanza Atlantica ha abbattuto nello spazio aereo della Lituania un drone entrato dalla Bielorussia e ritenuto dalle autorità probabilmente di provenienza russa. Negli stessi giorni una fregata russa ha lanciato razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese impegnato in una missione nelle acque internazionali.
Meloni sulle provocazioni russe: “Non bisogna reagire”
“Penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi delle provocazioni della Russia, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse”, ha affermato Meloni. Secondo la presidente del Consiglio è però necessario interrogarsi sulle ragioni di questa strategia.
“Le provocazioni da parte di Mosca si stanno moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra che non sta andando come Putin aveva promesso”, ha sostenuto.
La lettura del conflitto e delle intenzioni del Cremlino è quella espressa dalla premier. La conseguenza politica che Meloni ne ricava è la necessità di evitare una risposta che possa contribuire ad ampliare lo scontro: “Dobbiamo chiederci a chi conviene un’escalation e agire di conseguenza. Non bisogna reagire alle provocazioni, andrebbe più a vantaggio della Russia che dell’Europa”.
Il tema è diventato ancora più centrale dopo gli episodi registrati nello spazio aereo dei Paesi Nato e mentre proseguono gli attacchi russi contro l’Ucraina. Il 17 settembre Varsavia ha fatto decollare i propri caccia durante una nuova ondata di attacchi russi contro diverse regioni ucraine, senza però segnalare violazioni dello spazio aereo polacco.
Meloni sul Consiglio di sicurezza europeo: “No ai doppioni”
A Oslo Meloni ha affrontato anche la proposta avanzata il giorno precedente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, von der Leyen ha proposto un “Emergency Security Protocol”, una sorta di articolo 4 europeo per coordinare la risposta degli Stati membri alle minacce ibride, insieme alla creazione di un Consiglio di sicurezza europeo che coinvolga anche partner come Norvegia, Canada, Regno Unito e Ucraina.
Meloni, però, ha chiesto di chiarire il rapporto tra il nuovo meccanismo e quelli già esistenti nell’Alleanza Atlantica. “Sul Consiglio di sicurezza non sono in grado di giudicare. L’unica cosa da evitare è raddoppiare le cose, devo capire cosa c’è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all’articolo 4 della Nato”. L’articolo 4 prevede già la possibilità per un Paese alleato di chiedere consultazioni quando ritiene minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza.
La premier ha invece espresso maggiore apertura sull’allargamento della cooperazione europea a Paesi esterni all’Unione. “Penso sia molto, molto importante rendere la cooperazione sempre più forte”, ha spiegato, precisando di non conoscere ancora nel dettaglio le proposte della Commissione. “Partner seri e affidabili che ci possono aiutare verso un’autonomia strategica debbano essere coinvolti”.
