“Speriamo che sia una ragione etica che muove questo tipo di considerazioni. Comunque io credo che, potremmo dire come dice Paolo, che sia per convinzione o che sia per opportunità basta che Cristo sia predicato, così è anche più importante che ci si fermi e si rifletta veramente su quali possono essere le conseguenze dell’intelligenza artificiale e del suo uso. Ci si può domandare anche quali sono le motivazioni che hanno portato a queste affermazioni, ma l’importante è che si ragioni veramente su quali sono i pericoli che possono presentarsi con l’intelligenza artificiale. È effettivamente un fenomeno globale che richiede la partecipazione di tutti. La mia preoccupazione è che ci sono paesi in realtà che vogliono andare per conto loro. Credo che questo è giusto quindi il richiamo del Presidente Mattarella, proprio perché deve essere un coinvolgimento di tutti su alcune regole comuni che possano davvero governare questo fenomeno. Speriamo che tutti ascoltino questo invito, questa esortazione e che si mettano insieme per trovare risposte perché qui mi pare ne va davvero del futuro dell’umanità. Adesso non abbiamo ancora formulato, diciamo, probabilmente adesso non andiamo alla ricerca di soluzioni tecniche immediate. Come sapete bene, la Santa Sede normalmente illustra e fa presente i principi. Poi la soluzione per risolvere questo problema della collaborazione si dovrà trovare a livello degli interessati, a livello degli Stati, a livello delle istanze che sono coinvolte in questa realtà. Diciamo che oggi l’intelligenza artificiale si impone perché quando apri il computer e leggi qualche cosa già ti presenta la sintesi. Ma non per le omelie. No, perché le omelie, come hanno detto, l’intelligenza artificiale è solo testa e non c’è cuore. Io cerco di metterci un po’ di cuore anche nelle omelie. No, al riguardo non saprei a che punto sono le cose per quanto riguarda la missione specifica del Cardinale Zuppi. Certo, noi continuiamo un po’ sulla nostra strada che è quella della diplomazia umanitaria, sperando che questo possa aprire delle porte in vista di un eventuale cessato il fuoco e poi di un dialogo e di un negoziato. Finora i risultati sono piuttosto scarsi, però sapete bene che la diplomazia della Santa Sede è la diplomazia della semina, non del raccolto. Quindi noi speriamo che continuando a seminare, un giorno, quando Dio vorrà, si possa anche raccogliere. Certo, questo l’abbiamo sempre detto, che è importante che ci siano dei canali di comunicazione perché solamente parlandosi si possono trovare delle soluzioni. L’isolamento non produce nessun effetto. Europa dovrebbe avere un suo emissario? Adesso anche qui io non scendo nelle determinazioni tecniche di come potrebbe essere questo rapporto, però certo a noi sembra importante che ci sia, che si istituisca, che si costituisca qualche tipo di canale dove ci si possa parlare. Io credo che questa è la strada. La strada è sempre quella, ripetiamo in diplomazia tante volte, della win-win solution, cioè che veramente ogni soluzione possa portare dei benefici all’uno e all’altro campo. E credo che se ci muoviamo in questa strada forse non ci sarà più la necessità o la prospettiva di un prevalere dell’uno sull’altro o di una distruzione dell’uno sull’altro.” Queste le dichiarazioni del Cardinale Parolini a margine della convegno dal titolo “Fede e Ragione nell’era dell’Intelligenza Artificiale” tenutosi oggi a Roma, presso la sala del Refettorio di Palazzo San Mancuso (Camera dei Deputati).