La Cina ha aperto alla collaborazione con l’Iran e ha chiesto prudenza a Teheran e Washington. Nel colloquio a Pechino con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi, il titolare della diplomazia cinese Wang Yi ha indicato la disponibilità a rafforzare i canali di dialogo e a tutelare i diritti dell’Iran.
“La Cina è disposta a rafforzare il dialogo e la cooperazione con l’Iran e a salvaguardare i legittimi diritti e interessi dell’Iran”, ha affermato Wang. L’invito alla cautela è stato rivolto a entrambe le parti: “Incoraggiamo Iran e Stati Uniti a mantenere razionalità e moderazione”. Il messaggio, politico e operativo, arriva mentre le tensioni regionali restano elevate.
Il voto della Camera negli Stati Uniti
A Washington, la Camera a maggioranza repubblicana ha approvato una misura che impone a Donald Trump di porre fine alla guerra in Iran oppure di chiedere l’autorizzazione del Congresso. Il testo è passato con 220 voti a favore e 204 contrari, con sette deputati repubblicani che hanno votato con i democratici. È la terza volta che la Camera sollecita lo stop alle operazioni attraverso provvedimenti a forte valore simbolico. Il calendario politico pesa: il voto è arrivato a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato. Resta da vedere se il Senato affronterà il dossier prima di novembre; una risoluzione analoga, approvata a luglio dalla Camera, non è ancora stata calendarizzata dall’altro ramo del Congresso.
Drone verso la Mecca e smentita degli Houthi
In Arabia Saudita, le difese aeree hanno intercettato e distrutto un drone che, a quanto pare, era diretto verso la Mecca. Le autorità hanno attribuito il lancio agli Houthi: «È stato lanciato dagli Houthi». Il movimento yemenita ha respinto l’accusa definendola una «bugia logora» e precisando: «Non minacciamo luoghi sacri». In aggiunta, gli Houthi hanno dichiarato di avere abbattuto un caccia saudita.
