La Lituania ha chiuso temporaneamente l’aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare almeno un caccia dopo il possibile avvistamento di droni nello spazio aereo del Paese. L’allarme, diramato domenica 13 settembre, ha interessato la capitale e le aree circostanti, comprese le regioni di Trakai ed Elektrenai. Poco dopo, però, è arrivato il chiarimento: le tracce rilevate dai radar erano state provocate da uno stormo di uccelli.
Lituania, l’allarme droni fa decollare i caccia Nato
Il Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi aveva inizialmente segnalato la possibile presenza di velivoli senza pilota, facendo scattare un’allerta gialla. In risposta, un caccia è decollato dalla base di Siauliai, nel nord del Paese, dove è attualmente schierata l’Aeronautica italiana nell’ambito della missione Nato di difesa aerea dei Paesi baltici.
È stato proprio il velivolo dell’Alleanza a permettere l’identificazione visiva dell’oggetto segnalato. L’allarme è stato revocato e l’aeroporto di Vilnius ha ripreso le attività dopo circa 38 minuti. Il Centro di crisi ha spiegato che, in una prima lettura radar, le tracce lasciate dagli uccelli possono risultare simili a quelle prodotte dai droni. La maratona in corso nella capitale non è stata interrotta.
La tensione al confine con la Polonia
L’episodio arriva in una giornata segnata da nuovi attacchi russi nell’Ucraina occidentale, sempre più vicini al territorio Nato. Domenica Mosca ha colpito un camion a circa 800 metri dal confine polacco, nei pressi del valico Dorohusk-Yahodyn. Le attività alla frontiera sono state sospese brevemente e poi riprese.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver preso di mira infrastrutture utilizzate per il trasporto di materiale militare proveniente dall’Europa. Nelle ultime settimane gli attacchi contro le aree di confine ucraine con Polonia, Romania e Moldavia sono aumentati, facendo crescere l’allerta lungo il fianco orientale della Nato.
