Proseguono senza sosta le indagini sul giallo di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sono morte dopo essere state avvelenate con la ricina. Nella mattinata di domenica 13 settembre, negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso, è stata nuovamente ascoltata una professoressa di matematica, amica di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime.
La donna è arrivata in Questura intorno alle 8 ed è uscita quasi quattro ore dopo, verso mezzogiorno. Era già stata sentita durante il mese di agosto e il 20 agosto aveva partecipato anche a un confronto con Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella e unico componente della famiglia presente durante i primi malori ad essere sopravvissuto.
Nuove audizioni tra parenti e conoscenti
Quella della professoressa è soltanto una delle nuove deposizioni raccolte dagli investigatori. Sabato è stata ascoltata a lungo anche una cugina di Gianni Di Vita, mentre venerdì era tornata negli uffici della Mobile Laura Di Vita, un’altra cugina dell’ex sindaco, per un colloquio durato circa tre ore.
La nuova serie di convocazioni sarebbe legata anche alla necessità di chiarire versioni contrastanti fornite da alcuni testimoni su elementi considerati rilevanti dagli investigatori. Altre persone potrebbero essere ascoltate nei prossimi giorni.
Il lavoro degli inquirenti si concentra quindi non soltanto sugli accertamenti scientifici, ma anche sulla ricostruzione dei rapporti e degli avvenimenti precedenti alla morte di Antonella e Sara. Le ipotesi circolate nelle ultime settimane su un possibile movente passionale, tuttavia, non hanno al momento trovato una conferma ufficiale da parte della Procura.
La Procura chiede altri sei mesi per le indagini
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino resta formalmente aperta contro ignoti per duplice omicidio premeditato. Nei giorni scorsi è stata annunciata la richiesta di proroga delle indagini per altri sei mesi, che porterebbe il nuovo termine a marzo 2027.
Restano inoltre attesi i risultati degli accertamenti scientifici sui reperti sequestrati. Durante i sopralluoghi effettuati nell’abitazione della famiglia Di Vita sono stati raccolti numerosi elementi da analizzare, mentre alle verifiche partecipano anche gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino.
Tra le questioni ancora da chiarire c’è soprattutto come la ricina sia entrata in contatto con le due vittime e attraverso quale veicolo sia stata somministrata. I risultati delle analisi su alimenti, campioni biologici e altri reperti potrebbero quindi rappresentare uno dei passaggi decisivi per ricostruire quanto accaduto nei giorni successivi al Natale 2025.
