Durante la presentazione del libro “Il ritorno della Casta” a Roma, Sigfrido Ranucci è tornato a parlare della sua mancata conferma alla conduzione del programma Report da parte della Rai. Ai giornalisti che gli chiedevano se stesse pensando di candidarsi in politica, ha risposto ridendo: “Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai…“.
Una battuta scherzosa, inserita, però, in un contesto in cui le voci su un suo possibile ingresso in politica circolano ormai da settimane. Ranucci ha ribadito che, secondo lui, il vero timore nei suoi confronti non riguarderebbe una candidatura: “Non temono che io mi candidi, ma temono che faccia il conduttore di Report, perché temono il giornalismo indipendente“.
Sigfrido Ranucci contro Meloni: “Questo la dice lunga sul suo concetto di democrazia”
Nel corso della stessa presentazione, Ranucci ha commentato anche le indiscrezioni secondo cui Giorgia Meloni si sarebbe lamentata del modo in cui la Rai ha gestito il suo allontanamento da Report.
“Ho letto che Giorgia Meloni si è lamentata perché mi hanno reso un martire“, ha affermato. “Non si rammaricava perché hanno ucciso me e le persone a me vicine, con la character assassination più grande della storia”.
Ranucci ha quindi allargato l’attacco ad altri esponenti della maggioranza, da Ignazio La Russa a Matteo Salvini. “Questo la dice lunga sul concetto di democrazia che ha il nostro presidente del Consiglio”, ha detto, ricordando le dichiarazioni del presidente del Senato sulla necessità di cambiare Report e quelle del leader della Lega sulle sue “frequentazioni”.
“Salvini ha detto che devo spiegare le mie frequentazioni. Io, non lui… quelle del genero e del suocero, che è stato condannato per bancarotta, vanno bene? Devo spiegare io le frequentazioni con Lavitola che mi ha messo una bomba? E tutti quelli che hanno frequentazioni con Ciavardini stragista, quelle vanno bene?”, ha detto.
L’ipotesi candidatura, il sondaggio Swg
A riaccendere le indiscrezioni su una possibile candidatura è stato anche un recente sondaggio Swg per La7, che attribuisce a Ranucci un 7% di gradimento. Il giornalista ha detto di essere rimasto sorpreso dal risultato, ricordando di non aver mai annunciato una candidatura né fatto campagna elettorale.
Secondo Ranucci, ancora più significativo sarebbe il dato di chi risponde “può darsi” alla domanda se lo voterebbe, pari al 23%, mentre un altro 30% dichiara di non sapere. Il giornalista ha inoltre sottolineato come, secondo la rilevazione, la credibilità sua e delle inchieste di Report rimarrebbe superiore al 60%.
Perché Ranucci non è più alla guida di Report
Ranucci non è stato confermato alla guida del programma il 28 agosto 2026. Aveva lavorato alla trasmissione d’inchiesta di Rai3 per circa vent’anni e dal 2017 ne era il conduttore, dopo aver raccolto il testimone da Milena Gabanelli. Nell’ottobre 2025 era stato vittima di un attentato davanti alla sua abitazione: il faccendiere e imprenditore Valter Lavitola, amico e fonte del giornalista, ha poi ammesso di essere il mandante, sostenendo di aver organizzato tutto per aumentare la scorta del giornalista. Le indagini hanno quindi acceso i riflettori sui rapporti tra i due e, nelle settimane successive, i vertici Rai hanno iniziato a valutare il futuro di Ranucci alla guida della trasmissione.
Già alla fine di agosto, a Sassari, alla domanda su una possibile candidatura, Ranucci aveva evitato di chiudere definitivamente la porta: “In qualunque forma, non voglio escludere nulla per portare avanti le mie battaglie”, aveva dichiarato.
