Una comunicazione inviata da Sigfrido Ranucci a Valter Lavitola potrebbe diventare un elemento dell’inchiesta sull’attentato al giornalista del 16 ottobre 2025. La mail, datata 29 giugno, riguardava infatti una vicenda legata al mercato dei carbon credit in Zimbabwe ed è stata resa nota dal Tg1, che ha riferito anche alcuni dettagli sul contenuto della missiva.
L’intervista di Ranucci al quotidiano dello Zimbabwe
Secondo quanto riportato dal telegiornale della Rai, Ranucci avrebbe utilizzato la comunicazione per anticipare a Lavitola alcuni dei contenuti di un’intervista concessa al quotidiano zimbabwese The Standard. L’articolo, pubblicato in inglese il 5 luglio e successivamente rimosso dal sito della testata, era collegato a un’attività di approfondimento giornalistico che avrebbe coinvolto la redazione di Report.
Al centro dell’interesse della trasmissione ci sarebbero stati alcuni imprenditori italiani attivi nel settore dei crediti di carbonio. Gli imprenditori, secondo quanto riferito, sostengono di essere stati truffati da un partner locale e la vicenda sarebbe stata oggetto di verifiche giornalistiche da parte della redazione.
Il funzionario dell’ambasciata italiana
Nell’intervista riportata dal Tg1, Ranucci avrebbe inoltre raccontato di aver avuto un colloquio con un funzionario dell’ambasciata italiana in Zimbabwe. Un elemento che si inserisce nel quadro delle informazioni raccolte dal giornalista durante l’attività di approfondimento sul caso.
Nella mail indirizzata a Lavitola sarebbe comparsa anche una richiesta di ulteriori informazioni su una persona descritta come un presunto “millantatore”. Ranucci avrebbe chiesto dati aggiuntivi che potevano risultare utili proprio per lo sviluppo dell’inchiesta giornalistica.
I rapporti di Lavitola con il Paese africano
La vicenda dei carbon credit si intreccia con le questioni societarie che negli ultimi anni hanno coinvolto Lavitola e alcuni suoi soci in Zimbabwe. È in questo contesto che si colloca la comunicazione tra il giornalista e il faccendiere, ora potenzialmente destinata a essere valutata anche dagli inquirenti che stanno ricostruendo quanto accaduto a Ranucci.
Il materiale potrebbe infatti essere acquisito agli atti dell’indagine sull’attentato al giornalista, anche se al momento si tratta di una possibilità e non di un elemento già formalmente entrato nel fascicolo.
La precisazione di Ranucci sui carbon credit
Attraverso il proprio legale, l’avvocato Roberto De Vita, Ranucci ha fornito una precisazione sull’interesse di Report per il settore. La trasmissione, ha spiegato, si era già occupata in passato della materia dei carbon credit. L’attenzione nei confronti del tema, dunque, rientrerebbe secondo Ranucci nella normale attività di approfondimento giornalistico della redazione. La vicenda relativa allo Zimbabwe si inserirebbe quindi, nella sua ricostruzione, nel più ampio lavoro di Report su un settore già affrontato dalla trasmissione.
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