Un piano di tentato rapimento di Kylian Mbappé è al centro di un’inchiesta su un giovane francese di 18 anni che, secondo gli investigatori, impartiva ordini ai complici dall’interno del carcere di Villepinte, a nord di Parigi. Il ragazzo è detenuto per furto e sfruttamento della prostituzione e, stando agli accertamenti, avrebbe diretto operazioni e contatti nonostante la reclusione. Il fulcro emerso dagli atti è una lista di 26 indirizzi riferiti a cantanti, calciatori e commercianti, tra cui Mbappé, individuata grazie all’analisi di due telefoni usati per coordinare le mosse della presunta rete.
Gli investigatori hanno ricostruito il quadro dalle analisi dei dispositivi rinvenuti nel corso delle indagini e dalle comunicazioni tracciate. Dalla cella, il giovane si sarebbe appoggiato anche a un profilo Snapchat, con il nome “Lester Z”, per impartire direttive e mantenere i contatti con i presunti complici all’esterno.
Il tentato rapimento di Mbappé in Francia
Secondo la ricostruzione, il detenuto dirigeva le operazioni dall’interno della struttura penitenziaria di Villepinte utilizzando due telefoni come canali di comunicazione privilegiati. La messaggistica istantanea e le chiamate, unite all’uso dell’alias Lester Z su Snapchat, avrebbero consentito di veicolare istruzioni operative, definire obiettivi e coordinarsi con la presunta rete criminale anche durante la detenzione.
Il dato dei due dispositivi è considerato centrale dagli inquirenti: i contenuti estratti hanno permesso di mappare contatti, spostamenti e indirizzi sensibili. L’ipotesi è che l’organizzazione fosse strutturata su più livelli, con compiti distribuiti tra chi raccoglieva informazioni, chi effettuava sopralluoghi e chi doveva eseguire le azioni, mentre il coordinamento sarebbe rimasto in capo al 18enne, nonostante la reclusione.
La lista degli obiettivi: 26 indirizzi e il nome di Mbappé
L’analisi dei telefoni ha portato all’individuazione di 26 indirizzi riconducibili alle abitazioni di cantanti, calciatori e commercianti. In quell’elenco compare anche Kylian Mbappé, elemento che ha accresciuto l’attenzione investigativa sul possibile progetto di rapimento. La presenza di profili eterogenei – dallo spettacolo allo sport fino al commercio – suggerisce, per gli inquirenti, un perimetro d’azione più ampio del singolo caso, con una rete di obiettivi potenziali distribuiti in diversi contesti.
Gli indirizzi sarebbero stati raccolti e catalogati come potenziali bersagli, con indicazioni logistiche e riferimenti utili ai movimenti. La combinazione tra i dati di rubrica, le chat e gli scambi avvenuti via Snapchat ha consentito di ricostruire la filiera di comunicazione interna al gruppo e di legare il profilo Lester Z al giovane detenuto a Villepinte.
Udienza e isolamento: la richiesta respinta
Nell’ultima fase istruttoria, la difesa ha chiesto che il ragazzo non restasse in isolamento, sostenendo l’impatto della misura sul suo equilibrio in cella. In aula il giovane ha preso parola, offrendo uno scorcio personale sulla propria condizione: “So che i miei reati sono gravi – ha detto – ma se resto in isolamento, sono sempre attorniato da pazzi e terroristi, e non credo che la mia situazione migliorerà. Il mio sogno era diventare cuoco, da quando sono piccolo”.
La richiesta è stata respinta in questa fase, con la prosecuzione della detenzione cautelare in isolamento. Il provvedimento resta in vigore mentre gli inquirenti consolidano i riscontri tecnici sulle comunicazioni e sulla lista dei 26 indirizzi, compreso quello associato a Kylian Mbappé, che per gli investigatori costituisce uno degli elementi chiave del fascicolo. La misura in atto viene confermata a Villepinte.
