Le agevolazioni fiscali per i lavori di casa perderanno parte della loro portata dal 1° gennaio 2027, salvo interventi nella Legge di bilancio che sarà all’esame del Parlamento in autunno. Bonus ristrutturazioni e limiti di spesa per 2027 saranno rivisti con un riordino normativo: l’intero capitolo sulle detrazioni passerà dall’articolo 16 bis all’articolo 17 del nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir). Le modifiche riguardano aliquote, massimali e la platea dei beneficiari.
Bonus ristrutturazioni 2027: aliquote e limiti di spesa
Per il bonus dedicato ai lavori sulla prima casa, in assenza di modifiche legislative, la detrazione prevista oggi subirà una riduzione: la percentuale passerà dal 50% al 36% e lo sconto sarà riconosciuto per spese fino a 48mila euro annui invece degli attuali 96mila euro. Per le seconde case o altre tipologie di immobili, la misura si ridurrà dal 36% al 30%, percentuale che, secondo la normativa così concepita, dovrebbe rimanere valida fino alla sua cessazione definitiva, indicata tra il 2032 e il 2033.
L’agevolazione fiscale spetta ai soggetti che sostengono le spese e che possiedono un titolo sull’immobile ristrutturato: nell’elenco rientrano proprietari, titolari di diritti reali, inquilini e comodatari. Il trasferimento delle disposizioni nel nuovo articolo del Tuir ridisegna la disciplina tecnica dei requisiti di accesso e dei limiti, senza però eliminare i destinatari dell’agevolazione come specificato dalla normativa vigente.
Ecobonus e possibile meccanismo del conto termico
L’ecobonus, attualmente riconosciuto attraverso una detrazione Irpef o Ires ripartita in dieci rate annuali di pari importo, è destinato a subire cambiamenti rilevanti. Salvo proroghe, l’ecobonus è già previsto in cessazione dal 1° gennaio 2028, ma prima di allora rimarrà in vigore almeno fino al 31 dicembre 2027. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione spetta al 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale; nel 2027 l’aliquota dovrebbe scendere al 30%, innalzata al 36% per la prima casa.
Un’altra novità possibile è la riconfigurazione della modalità di erogazione dell’ecobonus con l’introduzione del meccanismo del conto termico. In questo scenario, al posto della detrazione dilazionata, il beneficiario riceverebbe un rimborso parziale sulle spese sostenute erogato subito, misura pensata per agevolare chi ha redditi più bassi e non dispone immediatamente del capitale necessario. Il conto termico, tuttavia, prevede paletti stringenti di accesso che potrebbero limitare il numero di interventi ammessi allo sconto, condizionando così l’efficacia dell’incentivo per alcune tipologie di lavori di decarbonizzazione.
Sismabonus, bonus mobili e scadenze da rispettare
Il sismabonus, insieme all’ecobonus, resterà in vigore per almeno altri dodici mesi, fino al 31 dicembre 2027. Già dallo scorso anno le aliquote per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone sismiche 1, 2 o 3 sono state uniformate al bonus ristrutturazioni e ridotte al 50% o al 36% a seconda della tipologia di abitazione. Salvo nuove proroghe o interventi normativi, dal 1° gennaio 2028 il quadro degli incentivi perderà l’ecobonus e altri interventi oggi incentivati.
Tra le misure a rischio c’è anche il bonus mobili. Il nuovo articolo del Tuir non cita il contributo del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici riconosciuto a chi, tra il 2025 e il 2026, ha eseguito lavori di ristrutturazione. Attualmente lo sconto è ammesso con la stessa aliquota sia per la prima che per la seconda casa, a condizione che gli acquisti rispettino i requisiti di efficienza energetica indicati (ad esempio etichetta minima A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori).
Per non perdere il diritto al bonus mobili, in particolare, le opere devono necessariamente iniziare prima dell’acquisto degli arredi, anche se i lavori sono completati in un secondo momento. L’ultimo scorcio del 2026 appare dunque determinante per chi intende avviare interventi in casa approfittando delle aliquote attuali.
