La presenza militare americana in Medio Oriente si prepara a un nuovo rafforzamento. La portaerei USS Theodore Roosevelt, accompagnata da circa 5.000 persone, partirà nelle prossime settimane alla volta della regione e dovrebbe rimanervi per almeno sette mesi. Il nuovo dispiegamento arriva mentre la Marina statunitense deve fare i conti con le conseguenze della guerra con l’Iran e con gli impegni militari già distribuiti in diverse aree del mondo.
La USS Theodore Roosevelt pronta a partire
Secondo quanto riferito mercoledì da esponenti della Marina americana, la portaerei e il suo equipaggio saranno inviati in Medio Oriente per una missione che dovrebbe durare almeno sette mesi. I tempi potrebbero però essere ancora più lunghi: John Perryman, sottufficiale capo di prima classe della Marina, ha spiegato che il comandante della nave sta già pianificando considerando un impiego di circa otto mesi.
Il nuovo incarico si inserisce in una situazione particolarmente impegnativa per la US Navy. La Roosevelt dovrebbe infatti prendere il posto della USS George Washington, attualmente impegnata nella regione, mentre un’altra portaerei americana, la USS George H.W. Bush, continua a operare in Medio Oriente.
La lunga missione della USS Abraham Lincoln
La decisione arriva anche dopo il lungo dispiegamento della USS Abraham Lincoln, che ha trascorso oltre 250 giorni in mare senza effettuare uno scalo in porto durante la sua permanenza nella regione. Una missione così prolungata ha sollevato interrogativi sulle condizioni dei marinai e sul loro benessere psicologico.
Durante il dispiegamento sono emerse infatti segnalazioni relative alla salute mentale dell’equipaggio, compreso almeno un caso di persona caduta in mare, oltre a problemi legati alla disponibilità di rifornimenti a bordo della portaerei da 100.000 tonnellate. La Lincoln è stata sostituita dalla USS George Washington la scorsa settimana e, secondo diverse notizie, nei prossimi giorni dovrebbe effettuare uno scalo in Thailandia.
La Marina Usa sotto pressione per la guerra
Il vertice della Marina ha riconosciuto apertamente le difficoltà provocate dal conflitto con l’Iran. L’ammiraglio Daryl Caudle, capo delle operazioni navali, ha spiegato che la guerra sta sottoponendo la flotta a una forte pressione e che l’obiettivo sarebbe garantire maggiore prevedibilità nella durata delle missioni.
Lo stesso Caudle ha però sottolineato che le esigenze operative possono rendere difficile rispettare i tempi stabiliti. Il comandante ha detto di preferire normalmente missioni della durata di sette mesi e di essere contrario alle estensioni, ma ha ricordato che nelle operazioni militari anche le decisioni del nemico possono modificare i programmi. Perryman e Caudle hanno parlato con i giornalisti mercoledì presso la Naval Support Activity Hampton Roads, in Virginia, mentre la Marina prepara dunque un nuovo dispiegamento prolungato in Medio Oriente.
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