Lo US Open 2026 sarà il torneo di tennis più ricco di sempre. A New York verranno distribuiti complessivamente 108 milioni di dollari, circa 93 milioni di euro, con un aumento del 20% rispetto ai 90 milioni dell’edizione 2025. Per la prima volta un singolo torneo supera così la barriera dei 100 milioni, stabilendo un primato destinato a segnare una nuova tappa nella crescita economica del tennis.
Il record arriva dopo mesi di confronto tra i giocatori e i quattro tornei del Grande Slam sulla distribuzione dei ricavi. E non è l’unica novità: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open hanno annunciato anche la nascita di un Grand Slam Player Advisory Council, un organismo destinato a creare un canale permanente di confronto tra atleti e organizzatori.
Premi record, 5,5 milioni ai vincitori
I campioni del singolare maschile e femminile dello US Open incasseranno 5,5 milioni di dollari ciascuno, il premio individuale più alto mai assegnato nel tennis.
Ma l’incremento non riguarda soltanto chi solleverà il trofeo. La USTA ha scelto di intervenire in maniera consistente anche sui primi turni: chi verrà eliminato all’esordio nel tabellone principale riceverà 140mila dollari, il 27% in più rispetto al 2025.
Crescono anche gli assegni delle fasi successive: circa 1,4 milioni di dollari per chi raggiungerà i quarti e 2,8 milioni per i semifinalisti. Chi perderà al terzo turno delle qualificazioni riceverà invece 66mila dollari.
La scelta di aumentare anche i premi alla base della piramide risponde a una delle questioni sollevate più spesso dai professionisti: i costi necessari per sostenere una carriera internazionale tra viaggi, allenatori, fisioterapisti, preparatori e trasferte.
La battaglia dei giocatori sulla distribuzione dei ricavi
Dietro i 108 milioni di dollari c’è soprattutto il confronto economico che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Alcuni dei più importanti giocatori dei circuiti ATP e WTA hanno chiesto ai quattro Slam non semplicemente premi più alti, ma una quota maggiore e più stabile dei ricavi generati dai tornei.
L’obiettivo indicato dai tennisti è arrivare almeno al 22% dei guadagni complessivi, avvicinando il modello degli Slam a quello degli eventi ATP e WTA. La protesta è diventata particolarmente evidente nel corso della stagione e al Roland Garros aveva portato anche alla riduzione o al boicottaggio di alcune attività mediatiche.
Il montepremi record di New York rappresenta quindi anche una risposta politica alle pressioni degli atleti. Non chiude la discussione sulla redistribuzione della ricchezza prodotta dai Major, ma costituisce il segnale economico più forte arrivato finora.
Nasce il Consiglio tra giocatori e Slam
Il secondo cambiamento riguarda proprio il dialogo tra le parti. Dopo lo US Open entrerà in funzione il Grand Slam Player Advisory Council, promosso congiuntamente dai quattro Major.
I giocatori potranno candidarsi per farne parte e confrontarsi direttamente con gli organizzatori su temi come montepremi, welfare e condizioni degli atleti. Le questioni comuni potranno essere discusse collettivamente, mentre per alcuni aspetti economici ogni Slam potrà trattare separatamente con i rappresentanti dei tennisti.
La novità è stata accolta positivamente, tra gli altri, da Ben Shelton e Jessica Pegula, che hanno sottolineato l’importanza di garantire ai giocatori un posto stabile al tavolo delle decisioni.
Lo US Open aggiungerà inoltre 2 milioni di dollari per un nuovo Player Support Program, divisi equamente tra uomini e donne e destinati a forme di sostegno che potranno riguardare anche la transizione verso la fine della carriera.
Lo scenario dello US Open 2026
Nel frattempo il quadro sportivo è cambiato rispetto all’annuncio iniziale del montepremi. Jannik Sinner, numero uno del mondo, ha rinunciato allo US Open per il persistente problema al ginocchio destro. Ci sarà invece Carlos Alcaraz, numero due ATP e campione in carica, pronto al ritorno dopo quattro mesi di assenza per un problema al polso.
Tra i principali protagonisti ci sarà anche Alexander Zverev, numero tre del ranking, mentre Novak Djokovic resta uno dei nomi da tenere in considerazione nella corsa al titolo.
Chiunque vincerà a New York entrerà nella storia anche per l’assegno ricevuto. Ma il significato dei 108 milioni di dollari va oltre il premio destinato ai campioni: lo US Open 2026 potrebbe segnare l’inizio di un nuovo equilibrio economico tra i tornei più importanti del mondo e i giocatori che ne determinano il successo.
