TikTok e ByteDance hanno accettato di pagare 400 milioni di dollari per chiudere negli Stati Uniti la causa promossa dal Dipartimento di Giustizia sul trattamento dei dati dei minori; 300 milioni sono dovuti immediatamente, mentre il saldo sarà pagato solo dopo lo scioglimento di un decreto collegato al predecessore Musical.ly.
Il Dipartimento di Giustizia ha precisato che le accuse risolte con l’accordo restano tali e che non è stata determinata alcuna responsabilità. La denuncia del 2024 sosteneva che milioni di utenti sotto i 13 anni avevano usato la piattaforma, che i loro dati erano stati conservati e impiegati per pubblicità mirata e che i flussi di registrazione erano stati modificati in modi che rendevano meno evidenti i controlli anagrafici.
Termini del patteggiamento e obblighi per la piattaforma
Oltre alla somma, l’accordo impone a TikTok misure concrete per rafforzare la protezione dei minori: la piattaforma dovrà introdurre controlli sull’età più stringenti, implementare garanzie specifiche per gli utenti più giovani e mettere a disposizione dei genitori strumenti di supervisione parentale migliori. Nel testo dell’intesa è previsto che alcune tranche del pagamento restino vincolate all’esito di provvedimenti giudiziari preesistenti, legati al caso di Musical.ly.
Il governo ricorda che già nel 2019 Musical.ly aveva pagato 5,7 milioni di dollari e si era impegnata a impedire la creazione di account da parte di minori di 13 anni; l’amministrazione ritiene che quell’impegno non sia stato rispettato. Per ByteDance, gruppo di dimensioni globali, la cifra del risarcimento pesa meno dell’adeguamento operativo: a valle dell’accordo saranno proprio i termini di conformità e i controlli implementati che verranno misurati e verificati dalle autorità.
Convergenza europea e limiti pratici delle verifiche
Il contesto europeo era già arrivato a valutazioni analoghe: la Commissione per la protezione dei dati irlandese multò TikTok per 345 milioni di euro a settembre 2023 per il modo in cui la piattaforma gestiva gli account dei minori. La protezione dei dati dei bambini è diventata una delle aree più sanzionate della normativa sulla privacy nell’Unione.
Paralleli procedimenti sono in corso a livello comunitario: la Commissione europea ha formalmente addebitato a TikTok inadempienze ai sensi del Digital Services Act legate alla protezione dei minori. Sul fronte delle norme, l’Unione ha presentato un’idea di app di verifica dell’età come strumento per uniformare i controlli, mentre leader politici del blocco stanno spingendo per tutele comuni e alcuni Paesi, come la Norvegia, hanno annunciato piani per vietare l’uso dei social ai minori di 16 anni attribuendo la responsabilità direttamente alle piattaforme.
Il nodo pratico rimane evidente: accertare l’età di un utente implica raccogliere dati personali che, proprio per la loro natura, sono soggetti alle restrizioni delle leggi sulla privacy. L’accordo statunitense punta a ridurre i rischi tramite misure tecniche e operative che saranno ora al centro del monitoraggio regolatorio.
Il patteggiamento segna quindi una tappa economica e normativa: la somma concordata chiude la vertenza pecuniaria, mentre la conformità ai nuovi obblighi determinerà l’effettivo impatto dell’intesa sulle pratiche della piattaforma e sulle verifiche future da parte delle autorità.
