Sono cominciati questa mattina a Ceuta i trasferimenti dei migranti che da settimane vivono all’aperto, tra la spiaggia di El Trampolin e le strade della città. Le autorità hanno predisposto strutture provvisorie all’interno di tendoni messi a disposizione dall’esercito, con l’obiettivo di garantire una sistemazione temporanea e condizioni più sicure alle persone rimaste accampate dopo gli arrivi di massa dal confine con il Marocco del 30 e 31 luglio.
Accoglienza per chi vive in strada
Le nuove strutture possono ospitare circa 1.800 persone, 300 in più rispetto ai posti annunciati lunedì dalla ministra spagnola per l’Inclusione e le Migrazioni, Elma Saiz. Il trasferimento è partito nelle prime ore della giornata attraverso un’operazione coordinata tra le forze di sicurezza dello Stato e le autorità della città autonoma.
L’accesso ai tendoni viene effettuato su base volontaria. Ai migranti che vivono attualmente sulla spiaggia o nelle strade viene offerta la possibilità di trasferirsi negli spazi predisposti, dove potranno contare su una sistemazione ritenuta più adeguata e sicura rispetto alle condizioni dei campi improvvisati.
Una soluzione temporanea dopo tre settimane
Per il ministero dell’Inclusione, la priorità è intervenire a favore delle persone che da circa tre settimane sono costrette a vivere all’aperto, in particolare nell’area di Loma Colmena. I nuovi spazi rappresentano quindi una risposta provvisoria al problema abitativo creatosi dopo l’improvviso aumento della presenza di migranti nell’exclave spagnola.
L’operazione rientra nel dispositivo straordinario organizzato dal governo di Madrid con il coinvolgimento di diverse organizzazioni del terzo settore, tra cui Engloba e Accem, impegnate nella gestione dell’accoglienza e nell’assistenza alle persone trasferite.
Quanti migranti sono rimasti a Ceuta
Secondo le stime del governo spagnolo, almeno 5mila migranti sarebbero ancora presenti a Ceuta dopo gli arrivi massicci registrati alla fine di luglio. Complessivamente, circa 72mila persone avevano raggiunto l’exclave attraverso il confine con il Marocco, ma la maggior parte di loro aveva fatto ritorno in territorio marocchino nelle 48 ore successive.
La stima fornita dalle autorità locali è però significativamente più elevata. Il governo di Ceuta ritiene infatti che siano almeno 9mila i migranti rimasti nell’exclave dopo la crisi di fine luglio.
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